Europa sì o Europa no? L'enigma "radical chic" della sinistra alla SpinelliTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Europa sì o Europa no? L’enigma “radical chic” della sinistra alla Spinelli

Europa sì o Europa no? L’enigma “radical chic” della sinistra alla Spinelli

 Mentre in molti accoglievano positivamente la lista “L’altra Europa per Tsipras” salutando finalmente l’arrivo di una “sinistra unita”, noi eravamo stati tiepidi. Purtroppo i recenti fatti sembrano darci ragione con l’apertura di Vendola al Pd di #Renzi e con Barbara Spinelli che, dopo aver promesso di rinunciare al seggio dopo le elezioni, sembra ora volerci ripensare. 

A essere particolarmente cattivi potremmo dire che conosciamo i nostri “polli”. Non vogliamo esserlo più che altro perchè rispettiamo gli sforzi compiuti da migliaia di militanti di base in tutta Italia, da Nord a Sud. Lo sappiamo perchè anche noi in passato ci siamo “cascati” credendo in progetti unitari che però venivano interpretati come tali solo dalla base militante, mentre a Roma i “big” avevano ben altro per la testa. Questa volta quindi siamo stati particolarmente salaci e prevenuti nei confronti della lista Tsipras,  ma non per cattiveria ma perchè purtroppo immaginavamo quale sarebbe stato l’esito dell’ennesimo carrozzone elettorale privo di una visione di lunga durata. Alexis Tsipras era sicuramente il punto di forza dell’esperimento, quello che non ci convinceva non era infatti tanto il leader della sinistra greca, quanto gli esponenti della cosiddetta sinistra nostrana. E infatti non appena passato il quorum per meno di 8000 voti ecco che all’interno della lista i nodi sono venuti al pettine in modo inesorabile. E non lo diciamo felici di questo ma purtroppo tristi per il fatto che, ancora una volta, ci abbiamo visto lungo. Non era del resto difficile immaginare che Sinistra e Libertà avesse una idea differente su cosa fare rispetto agli altri componenti della lista, e infatti Niki Vendola a pochi giorni dalle elezioni ha subito aperto a un dialogo con il Pd di Renzi, frustrando così gli sforzi della base della lista Tsipras che avevano chiesto un voto ai cittadini proprio contro Renzi, contro Berlusconi e contro Grillo, appunto per portare avanti “Un’altra Europa”, non quella di Renzi. Poco dopo è arrivata anche la seconda grana, anche questa annunciata, relativa a Barbara Spinelli. Un cognome ingombrante per lei, appoggiata da “La Repubblica”, ma che aveva deciso di utilizzare solo come “traino” per ottenere voti per superare il quorum. La Spinelli infatti aveva espressamente promesso che avrebbe rinunciato, in caso di passaggio del quorum, al proprio seggio in Europa, permettendo così di andare a Bruxelles al candidato sotto di lei in lista. Nemmeno qualche giorno però ed ecco che proprio la Spinelli, quasi per magia, ha cambiato idea. La giornalista e scrittrice autoelettasi capo e padrone della sinistra italiana infatti ora potrebbe ripensarci e andare in Europa, accettando così la richiesta di coloro i quali le chiedono di guidare la lista a Strasburgo e Bruxelles. Con Sel che ha già detto “ciao ciao” al progetto della Costituente di sinistra, ecco quindi che la Spinelli sarebbe pronta alla tragica svolta: “Non ho ancora deciso, sto avendo molte pressioni dai miei elettori e ho ancora delle riserve. La verità è che daremo la nostra battaglia a tutti i livelli con Alexis Tsipras e con la sinistra europea“, un modo per prendere tempo senza prendere alcuna decisione. E dire che già qualcuno aveva sentito puzza di bruciato settimane prima del voto, quando appunto la Spinelli e Moni Ovadia avevano accettato l’inserimento in lista nonostante la volontà di voler rinunciare al seggio. A convincere Barbara Spinelli a ripensarci del resto sarebbe stato proprio Alexis Tsipras che vorrebbe offrirle il ruolo di vicepresidente dell’Europarlamento, gratificandola come figlia di Altiero, il padre nobile dell’Ue. “Il nostro orizzonte è l’alleanza con il Pd a condizione che si ricostruisca un profilo di cambiamento. Renzi ha vinto e la sua vittoria non cambia la qualità di questo governo“, aveva dichiarato lo stesso Vendola, ed ecco che la Spinelli quasi per magia ha deciso di ripensarci. Non solo, l’annuncio della Spinelli ha portato a un tutti contro tutti all’interno della lista dal momento che la Spinelli, andando in Europa, toglierebbe il posto a uno dei  due secondi arrivati nelle circoscrizioni Sud e Centro (dove Spinelli è risultata eletta). Stiamo parlando di Eleonora Forenza di Rifondazione e Marco Furfaro di Sinistra e Libertà, uno dei due dovrà lasciarle il posto e già si intuisce quanto saranno aspre le polemiche. Moni Ovadia almeno era stato di parola lasciando il suo posto a Curzio Maltese, giornalista di Repubblica, che infatti ha subito aperto al Pd. Insomma se queste sono le basi su cui ricostruire una “nuova sinistra unita”, allora forse occorrerebbe prenderne decisamente le distanze. Senza un chiaro disegno comune e senza soprattutto una seria autocritica capace di prendere le distanze tanto dal dogmatismo novecentesco, quanto dal nuovismo spinelliano e vendoliano, il rischio è quello della coazione a ripetere. Con la differenza che in molti non rifaranno l’errore di appoggiare progetti simili.

Gracchus Babeuf

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2 commenti

  1. e ferrero ancora insiste a parlare di costituente della sinistra con questi signori quando se ne fregò bellamente di mettere la benché minima energia nella consulta dei comunisti, per la quale aveva ricevuto mandato dal congresso del 2008.
    Ancora a riproporre con un nome diverso la solita minestra arcobaleno.
    e ancora a mortificare i militanti facendogli ingoiare persino un vendola.
    Lunedì 26 maggio ho rassegnato le mie dimissioni dal PRC dopo 23 anni di militanza.
    23 anni…. più di metà della mia vita!
    in questi 23 anni sono uscito dal seggio sentendomi in moltissimi modi: Umiliato, sconfitto, deriso, persino stupido…. ma fino a domenica 25 non mi era mai successo uscire dalla cabina sentendomi sporco.
    è una sensazione che non voglio riprovare mai più!
    D’ora in poi mi dedicherò solo alle battaglie in cui credo e lavorerò solo con quelle strutture che abbiano come scopo primario l’unità dei comunisti, anziché questa o quella tornata elettorale.
    Non mi considero un settario, sarei anche disposto a convivere in un cartello elettorale con altre soggettività politiche (purchè siano pulite…. quindi SEL si autoesclude) ma bisogna capire che pensare a queste alchimie, senza prima aver ricomposto la diaspora comunista e costruito un forte soggetto identitario e di classe, equivale ad essere masochisti o peggio…. degli utili idioti

    • Ti capiamo…l’importante è continuare a crederci per costruire un nuovo orizzonte adeguato alle nostre idee e alle nostre aspettative. In fin dei conti, anche se ridotti male, la storia ci sta sta dando ragione..

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