Europa. Tsipras accusa: "Soldi alle banche, Grecia laboratorio di austerità"Tribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Europa. Tsipras accusa: “Soldi alle banche, Grecia laboratorio di austerità”

Mentre si tratta per capire quale sarà il futuro di Europa e Grecia, Alexis Tsipras si è presentato davanti all’Europarlamento di Strasburgo ricordando come i tanto conclamati miliardi ricevuti in prestito siano arrivati solo alle banche e non al popolo ellenico. Non solo, il presidente greco ha parlato della Grecia come di un vero e proprio “laboratorio di austerità” chiedendo un accordo in grado di fare uscire il Paese dal tunnel. 

Il “No” al referendum ellenico  ha fatto venire mal di pancia a molti, sono i sostenitori dell’austerity a tutti i costi, quelli per intenderci che dicono che la Grecia ha già ricevuto diversi miliardi e che quindi se oggi ne chiede altri è sostanzialmente solo colpa sua. Una bella storiella che induce l’opinione pubblica a immaginare i cittadini greci inondati di soldi, i nostri, e volerne ancora altri continuando a piangere miseria. Una storiella che piace molto soprattutto tra coloro che con l’Euro hanno fatto affari d’oro, e che quindi hanno molte difficoltà a pensare a un cambio di rotta. Parlando di fronte all’Europarlamento Alexis Tsipras ha detto per la prima volta in modo netto le cose come stanno realmente: “Non vogliamo rompere con l’Europa ma occorre rispetto per la scelta di un popolo“. Ma il presidente greco ha anche ricordato come le politiche adottate in Grecia negli ultimi cinque anni siano state un vero e proprio “laboratorio di austerità” che non ha avuto alcun successo. Ed è difficile dargli torto dato che in cinque anni Atene ha tagliato tutto il tagliabile proprio in nome dell’igiene dei conti pubblici. Il problema è che chi ha gestito e ha giovato dei soldi concessi in prestito alla Grecia non sono stati i cittadini, che sono invece gli unici a pagare. Insomma mentre le parti continuano a trattare per trovare una quadra che permetta alla Grecia di rimanere nell’Eurozona, nessuno affronta il reale problema, ovvero che l’austerità sia un totale fallimento eppure sia anche l’unica politica che a Bruxelles vogliono accettare. E i falchi di casa nostra e non solo cominciano a togliersi la maschera e a invocare il pugno duro dell’Europa di fronte a un uomo, Tsipras, che osa fare quello che vogliono i suoi cittadini e non le leggi scritte dai burocrati in Europa. E dato che ormai la Grexit è diventata una possibilità reale, sembra quasi che sia cominciato il gioco dello scaricabarile per provare ad addossare la colpa all’avversario politico. Ma Tsipras, accusato di non aver fatto le riforme, non può essere di certo accusato se l’Europa è stata costruita male e ha esaurito la fiducia dei suoi cittadini.

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