Europee. Ancora polemiche sulla Lista TsiprasTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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Europee. Ancora polemiche sulla Lista Tsipras

Una lista dalle ottime aspettative, quella “Un’altra Europa per Tsipras”, negli ultimi giorni ha acceso divampanti polemiche in merito alle candidature e al ruolo dei cosiddetti “professori”. Così mentre i Comunisti Italiani  potrebbero sfilarsi dopo non aver ricevuto alcuna candidatura, si accende anche un grottesco “balletto” tra i candidati con un grave episodio avvenuto a Taranto. 

Ancora guai all’interno della Lista Tsipras. Noi in tempi non sospetti avevamo salutato positivamente la lista di alternativa che vedeva la figura di Alexis Tsipras, il leader di Syriza, come riferimento per agglomerare la sinistra italiana e portare avanti un progetto comune. Purtroppo col passare dei giorni il nostro moderato entusiasmo si è andato progressivamente affievolendo, di pari passo alle polemiche che hanno investito la lista dei professori, ovvero i “sei saggi” che hanno deciso dall’alto le varie candidature. Dapprima si era lamentato il Partito dei Comunisti Italiani, che pur prendendo parte al progetto sin dall’inizio come Sinistra e Libertà e Rifondazione si è visto poi non assegnare nemmeno una candidatura, arrivando così a minacciare di sfilarsi dalla lista. Poi le polemiche si sono spostate su Valeria Grasso, imprenditrice antimafia che era stata vicina ai Fratelli d’Italia in passato e che ha ritirato la candidatura, e ancora non si vede una fine a queste polemiche. A quanto sembra, come ha riportato l‘Huffington Post, ora sarebbero anche i sei garanti ad aver litigato tra di loro per la composizione delle liste. Sarebbe successo a Flores D’Arcais che in una lettera si è lamentato di non essere stato informato delle scelte assunte sulla candidatura di Battaglia, attivista ed esponente dell’associazione PeaceLink di Taranto, e soprattutto ha fatto presente che le decisioni in un primo momento erano altre, ovvero candidare sì la Battaglia, ma non gli esponenti di Sel. Insomma Flores d’Arcais ha chiaramente scritto che avrebbe preferito allontanare i dirigenti di Sel dalle candidature se la Battaglia avesse preteso una scelta tra “lei” e “loro”. “Mi era stato risposto che nessun ‘aut aut’ del genere era stato posto, ma che se fosse risultato ineludibile scegliere, la lista avrebbe scelto di candidare Antonia Battaglia“, ha detto Flores d’Arcais, peccato che sia la stessa Battaglia ad aver rivelato a Flores d’Arcais di aver mandato nell’ultima settimana di febbraio un documento con cui si chiedeva al comitato dei garanti di riconsiderare le candidature di Sel”. Alla fine il risultato è che la Battaglia non si è candidata e che questo documento non è mai arrivato tra le mani di Flores d’Arcais che ha accusato gli altri garanti di averglielo occultato. Dulcis in fundo il cognome della Battaglia è ricomparso nella lista del collegio Sud assieme ai candidati di Sel. Quello che è accaduto è stato per me, per noi a Taranto, violento. Ha creato una grandespaccatura nel mondo degli ambientalisti, che hanno creduto che io mi volessi candidare con Sel. Sono stata attaccata in modo indecoroso ma ho tenuto duro perché ero convinta che, letta la nostra lettera, mai e poi mai la Lista Tsipras mi avrebbe messa in lista come foglia di fico per coprire la vergogna di avere Sel. Alla pubblicazione delle liste, con il mio nome accanto a quello di due esponenti politici di Sel, di cui Gano Cataldo, membro del coordinamento nazionale e Dino Di Palma già candidato al Senato, sono rimasta attonita. Mentre una città intera si sentiva offesa”, ha accusato duramente la Battaglia ritirando poi la sua candidatura. Insomma, dopo la questione Pdci e dopo la questione Grasso, le polemiche non sembrano ancora finite.

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