Ex funzionari avvisano Obama: "Il governo siriano non è responsabile dell'attacco chimico"Tribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Ex funzionari avvisano Obama: “Il governo siriano non è responsabile dell’attacco chimico”

Secondo RT.com diversi ex funzionari americani avrebbero avvertito Obama che l’attacco chimico sarebbe il risultato di un piano dell’opposizione siriana. 

Il governo Obama continua a sottolineare come il governo siriano sia l’unico responsabile del presunto attacco chimico del 21 agosto a Ghouta. Ex funzionari americani però la pensano diversamente e avrebbero avvertito Obama, secondo RT.com, che il governo siriano non sarebbe il responsabile dell’attacco, che sarebbe stato invece escogitato dall’opposizione siriana. Si tratta di almeno una dozzina di ex funzionari militari e dei servizi di intelligence Usa che affermano che i dati su cui fa affidamento il presidente Obama sarebbero ben lontani dalla realtà. Il portale di informazioni Consortium News ha ospitato un memorandum di questi funzionari diretto al governo americano nel quale si esorta Obama a rivedere la sua posizione: “Vorremmo informarla riguardo a quello che dicono alcuni ex colleghi di lavoro. Dati dell’intelligence mostrano che Bashar al-Assad non sarebbe stato responsabile dell’incidente chimico e ha ucciso diversi civili siriani il 21 agosto, e anche i funzionari britannici ne sono a conoscenza”.  Secondo i funzionari l’incidente sarebbe stato una provocazione preventivamente pianificata per l’opposizione siriana e per facilitare l’ingresso della Nato nella guerra siriana. Parlando di fatti concreti gli ex funzionari hanno segnalato che il 13 e il 14 agosto, giorni prima dell’attacco chimico a Damasco, forze dell’opposizione siriana si sarebbero riunite in Turchia per cominciare i preparativi per “una importante offensiva militare“. A questa riunione hanno preso parte alte cariche militari dell’opposizione siriana e rappresentanti dell’intelligence americana, qatariota e turca. In tale riunione si decise che il bombardamento sarebbe cominciato “in pochi giorni“. Secondo le fonti citate dagli autori del memorandum, il direttore della Cia John Brennan avrebbe preparato una campagna mediatica simile a quella per la guerra in Iraq per convincere i membri del Congresso tramite i media, il pubblico, e anche il presidente Obama. Nel documento gli ex funzionari ipotizzano che Obama non sia stato completamente informato dal suo staff: “Gli diamo lo stesso consiglio che abbiamo dato a George W. Bush: Non limitare questo dibattito al ristretto circolo di consiglieri che sono chiaramente a favore di una guerra per la quale non vediamo nessuna ragione che potrebbe, in nostra opinione, avere conseguenze non desiderate e probabilmente catastrofiche”, e poi ancora: “Speriamo che i suoi assessori lo abbiano avvertito che la rappresaglia per gli attacchi in Siria sono inevitabili“. 

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