Expo 2015. Anticorruzione chiede di vedere le carte e Farinetti minaccia di andarseneTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Expo 2015. Anticorruzione chiede di vedere le carte e Farinetti minaccia di andarsene

Il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha chiesto ufficialmente di visionare i documenti relativi all’assegnazione diretta di uno store di Expo 2015 a “Eataly”, la creatura di Oscar Farinetti, per verificare la corretta procedura della vicenda. Farinetti per tutta risposta ha minacciato di andarsene ai microfoni di Radio Capital.

Raffaele Cantone, il presidente dell’Autorità anticorruzione che negli ultimi tempi ha guadagnato la ribalta a causa dei continui scandali che stanno divorando il Paese, ha chiesto ufficialmente di visionare le carte che hanno portato all’aggiudicazione diretta di uno store ad Eataly, il colosso alimentare inventato da Oscar Farinetti, imprenditore che da qualche tempo viene proposto come uno dei migliori in Italia ma che ha fatto già in passato scalpore per il modo con cui interpreta il rapporto di lavoro nei suoi stabilimenti. Il contesto è quello di Expo 2015, già travolto da scandali, e quella di Cantone secondo molti è solo una mossa normale: “Eataly è una delle più note realtà nel mondo, dopo l’interrogazione parlamentare ho chiesto di vedere le carte“, ha detto Cantone, aggiungendo di essere abituato a esprimersi solo sulla base di documenti. Il timore è che la notorietà di Eataly potrebbe aver inviso ai fini della gara, non avvenuta, e alla semplice notizia delle parole di Cantone lo stesso Oscar Farinetti è andato letteralmente su tutte le furie rispondendo ai microfoni di Radio Capital: Se continuano le polemiche di gente che non fa e che ha un sacco di tempo da perdere per criticare chi fa, noi ci ritiriamo senza problemi“. A sollevare il problema dell’affidamento diretto e a sollecitare controlli ci aveva pensato una interrogazione parlamentare di due deputati di Sinistra e Libertà al ministro Maurizio Martina. Il commissario unico del governo per Expo 2015, Giuseppe Sala, ha voluto comunque difendere la scelta: “Possiamo non fare una gara quando c’è unicità. E dal nostro punto divista, Eataly è unico“, ha detto durante un incontro all’Expo Gate. Insomma Farinetti pensa che sia assolutamente normale che venga trattato in modo “speciale” e intende andare avanti in modo da avere a disposizione due aree da 4000 metri quadri l’una nelle quali funzioneranno ben venti ristoranti, uno per ogni regione italiana. Tutto molto bello, peccato che emerge in modo netto l’atteggiamento di una certa imprenditoria che tende a considerare se stessa come speciale e per certi versi al di sopra delle leggi. Un atteggiamento arrogante che Farinetti e soci condividono con Matteo Renzi, e infatti tra i due non a caso c’è stima e rispetto reciproca. Incredibilmente per una volta in cui l’Autorità anticorruzione vuole vederci chiaro, il risultato è che si tenda a farla passare per un gruppo di invidiosi rompipalle che vogliono rovinare la festa al bravo e geniale Farinetti di turno. ”Se continuano le polemiche di gente che non fa e che ha un sacco di tempo da perdere per criticare chi fa, noi ci ritiriamo senza problemi“, l’accusa e la minaccia di Farinetti, che evidentemente si ritiene al di sopra delle regole comuni solo per aver aperto Eataly.

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