Expo, Junk Food e gli schiaffi alla nostra culturaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Expo, Junk Food e gli schiaffi alla nostra cultura

Manca poco all’Expo di Milano sull’alimentazione ma McDonald’s ha già deciso di far parlare di sè pubblicando uno spot “anti-pizza”. La cosa farebbe già ridere di per sè non fosse che ci sembra che il nostro Paese sia pronto a farsi soffiare le possibilità di crescita anche nel settore in cui è, indiscutibilmente, il primo al mondo per distacco: l’alimentazione. E non mancano i “collaborazionisti”…

Tutti avrete sicuramente già visto questo spot della McDonald’s, catena alimentare famosa in tutto il mondo come distributrice a poco prezzo di menu. Ora tutti sappiamo che spesso il nostro Paese merita giustamente di essere messo alla berlina per via delle sue mancanze e incurie ma se c’era qualcosa su cui tutti erano sempre stati d’accordo in Italia era che fossimo i maestri dell’alimentazione. Oggi invece ci accorgiamo che esiste qualcuno che vorrebbe denigrarci e insegnarci qualcosa anche da quel punto di vista, e ci viene quasi da ridere non fosse che quello dell’alimentazione dovrebbe essere un settore di crescita potenziale per il nostro Paese. La “Pizza”, solo per fare un esempio, dovrebbe essere valorizzata e utilizzata come volano di crescita, magari cercando di normarne anche la fabbricazione in modo da tutelare il “Made in Italy” e soprattutto il marchio della nostra cucina e del nostro Paese nel mondo. E invece non solo permettiamo che i nostri piatti vengano “violentati” dall’Australia agli Stati Uniti, con i governi italiani assolutamente proni da questo punto di vista, ma permettiamo persino alle multinazionali dei Fast Food di venire a insegnarci come si cucina. L’Italia è la terra delle biodiversità e ogni singola regione italiana avrebbe tante di quelle tradizioni culinarie da valorizzare da poter trasformare realmente il settore dell’alimentazione nell’industria trainante nel mondo per il nostro Paese. Questo però non accade, e anzi le multinazionali convincono, o meglio cercano di farlo, persino molti cittadini italiani ad ammiccare alla cultura dello Junk Food. Fedeli all’impostazione “bene o male basta che se ne parli”, la McDonald’s ha diffuso uno spot nel quale un bambino dice di preferire l’Happy Meal rispetto alla pizza. Ora fermo restando che ognuno, soggettivamente, è libero di mangiare tutto quello che vuole, fermo restando che si potrebbe discutere per mesi mesi sul fatto che faccia ridere invitare multinazionali del cibo all’Expo sull’Alimentazione in Italia, ci appare quantomeno stupido che gli italiani permettano che si realizzi una campagna pubblicitaria contro i propri interessi. Sarebbe come se l’Arabia Saudita diffondesse spot sulle energie eoliche, sputando quindi sui propri giacimenti petroliferi. Insomma al posto che pubblicizzare lo Slow Food sempre più italiani cadono vittima del “Fast Food”, che poi altro non è che una cultura vera e propria, chiaramente opposta alla nostra, che subordina anche l’alimentazione al business, agli affari. McDonald’s sarà anche un’azienda in regola, utilizzerà anche alimenti italiani all’85%, come si premura di precisare, eppure bisognerebbe avere il coraggio di dichiarare che non ha nulla a che vedere con la nostra cultura, mentre la pizza sì. Valorizzare la pizza significa sostanzialmente anche valorizzare la cultura e i territori della pizza, ovvero la cultura e i territori italiani. Al contrario la “non cultura” dei Fast Food ha l’unico effetto di uniformare, appiattire, globalizzare, eliminando la concorrenza sull’unica base del profitto e non più della qualità. Esattamente il contrario di quelli che dovrebbero essere gli interessi del nostro Paese…

GRACCHUS Babeuf

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