Falkland-Malvinas. Arriva il momento della verità | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Falkland-Malvinas. Arriva il momento della verità

Tra oggi e domani si apriranno le urne sulle isole Falkland-Malvinas per il referendum sulla sovranità sostenuto e portato avanti dal governo britannico. Saranno i cittadini a decidere se rimanere sotto l’amministrazione di Londra o meno.

argentina

Si terrà oggi e domani nelle isole Falkland Malvinas il referendum sulla sovranità fortemente voluto dal governo britannico. La parola finale verrà quindi data ai residenti delle isole Falkland, che dovranno decidere se l’arcipelago che sorge al largo delle coste argentine continui a essere sotto l’amministrazione di Londra o no. “Desidera che le isole mantengano il loro status politico attuale, come territorio oltremare britannico?”: sarà questa la domanda che verrà posta ai 1.650 elettori registrati. Sono moltissimi inoltre gli elettori sparsi nei posti più isolati, per questo il governo locale ha deciso di mobilitare fuoristrada, imbarcazioni e quant’altro per permettere a tutti di partecipare al voto.  Sul posto sono giunti osservatori internazionali da Canada, Messico, Usa, Paraguay, Uruguay, Cile e Nuova Zelanda. La previsione è che la maggior parte dei residenti voti a favore del governo e della protezione britannica, un risultato che gli abitanti sperano ponga la propria volontà di auto-determinazione al centro di qualsiasi rivendicazione argentina sulle isole in futuro. In realtà l’Argentina non ha tutti i torti nell’invocare il controllo dell’arcipelago, occupato da Londra due secoli fa come se fosse un dominio coloniale. Proprio ieri il ministro degli Esteri di Buenos Aires ha ribadito la posizione del governo, ovvero che in realtà gli isolani sarebbero una popolazione portata da fuori. Anche la comunità internazionale sembra dare ragione all’Argentina  dal momento che le risoluzioni Onu hanno chiesto a Londra di risolvere la disputa in modo bilaterale, tenendo cioè conto “degli interessi e non dei desideri, degli abitanti delle isole“. Dal canto suo, il Regno Unito preferisce parlare di auto-determinazione della popolazione, ma solo perchè sa di disporre della maggioranza relativa. Manco a dirlo Londra ha trovato il suo alleato naturale, gli Stati Uniti, a supportarla in questa disputa. Il segretario di Stato americano John Kerrynon si è comunque ancora espresso in materia, tenendo una posizione super partes: “La nostra posizione sulle Falkland non è cambiata. Gli Usa riconoscono la amministrazione de facto del Regno Unito, ma non prendono posizione sulle rivendicazione di sovranità delle parti“. Del resto proprio gli Stati Uniti erano stati determinanti nell’appoggiare l’auto-determinazione nel caso del Sud Sudan, paese separatosi dal Sudan con un referendum tenutosi nel 2011. L’esito del referendum comunque, appare scontato dal momento che il Regno Unito gestisce de facto la Difesa e gli Affari Esteri delle Malvinas, e che il rappresentante della regina mantiene il potere di veto su tutte le decisioni. Escludendo la presenza militare britannica e i contractor civili, la popolazione contata nel censimento dello scorso anno è di appena 2.563 persone. E solo 1.973 hanno lo status di isolani. Dal momento che il referendum esclude dal voto chiunque non abbia un passaporto britannico e non ha vissuto nelle isole negli ultimi dodici mesi, questo implica di fatto che potranno votare solo i fedeli sudditi di Sua Maestà.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top