Fassina sfida il Pd da sinistra e attacca Renzi: "L'Unità tolga il nome di Gramsci"Tribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Fassina sfida il Pd da sinistra e attacca Renzi: “L’Unità tolga il nome di Gramsci”

 Che sia la volta buona per una sinistra italiana finalmente in grado di raccogliere la sfida lanciata dal Pd di Matteo Renzi? Questa volta Fassina sul serio, e dopo essere uscito dal Pd ha annunciato la volontà di creare un vero e proprio partito politico in grado di sfidare l’egemonia Pd e ridare speranza e prospettiva a una nuova sinistra. Poi, la stoccata a Renzi: “L’Unità renziana tolga “fondato da Antonio Gramsci dalla testata”. 

Questa volta Stefano Fassina fa sul serio e ha deciso di portare la sfida a Matteo Renzi e al Pd in modo netto. Lo ha fatto sia uscendo dal Pd, atto invocato da mesi ma sempre rimandato, sia organizzando un meeting a Roma alla Palladium nel quale ha annunciato senza mezzi termini la sua ferma volontà di creare un partito vero e proprio per lanciare la sua sfida a Renzi. Al summit c’erano tutti, da Pippo Civati a Sergio Cofferati, ma c’era anche Monica Gregori assieme ad esponenti di Sel e Rifondazione, un gruppo composito e variegato che sta prendendo forma giorno dopo giorno. “Siamo qui per fare un partito politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Vogliamo essere, assieme ad altri, un affluente di un fiume che vuole misurarsi con una prospettiva di governo”, ha detto Fassina a  meno di due settimane dalla sua fuoriuscita dal partito. Fassina ha lanciato una sfida frontale a Renzi, riannodando i fili di uno scontro che aveva cominciato proprio Renzi apostrofandolo con quel “Fassina chi?” che aveva fatto il giro di Tv e Internet.

La novità è che finalmente Fassina e soci sembrano avere le idee chiare ovvero sembrano voler seriamente costruire un nuovo partito. In questo senso ha incassato la benedizione anche del portavoce italiano di Syriza, Nikolaos Arghiropoulos: “Dovete governare voi, siamo compagni. Noi vinceremo in Grecia, voi in Italia“. Più difficile a dirsi che a farsi dato che oltre il Pd un nuovo partito deve affrontare anche la sfida rappresentata dai populismi di destra. Cofferati è con lui, a dimostrare che la spaccatura con il Pd a guida Renzi è reale e profonda, e infatti l’ex sindaco di Bologna ha detto senza mezzi termini che il Pd “ha mutato natura“. Personalmente ci convince già meno la partecipazione a questo progetto di vecchie cariatidi come Cofferati appunto, ma anche come Paolo Ferrero e Niki Vendola, leader della cosiddetta “sinistra radicale” che dopo un vero e proprio ventennio di insuccessi ancora continuano a pontificare senza capire di doversi far da parte in tutti i sensi per dare spazio a nuove energie, e soprattutto a nuovi volti.

Anche su Fassina siamo scettici, di certo non siamo di fronte al “Che Guevara” italiano, eppure fa bene alle orecchie sentire un leader politico che invoca il blocco dei negoziati per il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip), che appoggia senza riserve Alexis Tsipras, e che attacca a testa bassa “L’Unità” di Renzi che ha riaperto da pochissimi giorni i battenti: “Rispetto la libertà di stampa ma l’Unità renziana dopo titolo di oggi tolga ‘giornale fondato da Antonio Gramsci’ dalla testata. Non lo è più“. Infine, sempre Fassina ha pubblicato un’altra critica su Twitter scimmiottando un titolo del quotidiano che la dice lunga sulle differenze con Renzi: “Tasche vuote, arsenali pieni. Tsipras sotto scacco degli alleati nazionalisti non taglia le spese militari“.

Photo Credit: http://www.stefanofassina.it/lavoroeliberta/2015/07/04/oltre-il-pd-per-una-sinistra-di-governo-nazionale-e-popolare/

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