“Fassino dà le case di lusso ai rom”, “E’ una bufala”. Una sfida mediatica tra tifoserieTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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“Fassino dà le case di lusso ai rom”, “E’ una bufala”. Una sfida mediatica tra tifoserie

A Torino, lo sgombero di una baraccopoli e la sistemazione temporanea di alcuni rom provoca il solito coro di polemiche. E in questo scenario alcuni media soffiano sul fuoco, semplificando per lucrare sulla rabbia.

Fonte originale: http://www.fanpage.it/fassino-da-le-case-di-lusso-ai-rom-e-una-bufala-una-sfida-mediatica-tra-tifoserie/#ixzz2rKiqjA00
http://www.fanpage.it

La questione “rom” è probabilmente tra le più esplosive per ogni amministrazione comunale chiamata ad intervenire. A Torino la storia degli ultimi anni è fatta di varie escalation di violenza, prima fra tutte quella della Continassa. Se a queste premesse aggiungiamo una crisi economica che morde e fomenta la rabbia dei cittadini, ecco disegnato lo scenario più complesso in cui inserire lo sgombero di una baraccopoli.

Le tifoserie. Tema delicato, si diceva, ma al contempo grande occasione per i quotidiani di tematizzare e di richiamare a sé le attenzioni dei numerosi tifosi, pronti a schierarsi e a inondare le bacheche di commenti che difficilmente superano questo livello di analisi: “Quasi quasi faccio anche io la ROM invece di spaccarmi la schiena a lavare piatti”, scrive un utente raccogliendo oltre ottanta “mi piace”. “Ma qui stiamo inpazzendo gente italiana con bimbi che dormono in macchina e il Comune? hooo svegliamoci” ribatte un altro, ricevendo l’applauso virtuale  di centoquaranta internauti.

mauro

D’altra parte, sembra che la foto di Torino Today raccolga tutti gli stereotipi in un invito al commento superficiale:

I click, comunque, arrivano, oltre diecimila condivisioni e quasi cinquemila like su Facebook, più di mille commenti, dai quali tirar su un pezzo sull’indignazione del popolo della rete. Ma non è tutto. Un altro portale, “MondoInformazione”, fiutando lo scoop, utilizza le stesse foto (rubandole a TorinoClick, probabilmente, perché già oggi non compaiono più) scegliendo però un titolo più aggressivo di quello del pezzo originario: “Nuove case di lusso ai Rom assegnate dal Comune di Torino”. Siccome sui social network molti si limitano a leggere il titolo – non disdegnando con ciò il commento o la sentenza – questo link raggiunge 23mila(!) condivisioni in pochissime ore.

Così ha origine il flusso che per semplificare si inserisce in questo frame: “Il Comune spende soldi per i rom quando gli italiani fanno la fame”.  Diviene progressivamente tanto ampio da richiamare il contro-flusso che denuncia la bufala (su giornali online e pagine Facebook). Nel mezzo, molta poca riflessione, ma in compenso moltissimo tifo.

Per cercare di capire quello è successo. “I fondi sono di provenienza nazionale”, stanziati nel programma studiato dall’allora ministro Maroni. Andrebbe informato anche il capogruppo leghista al Comune di Torino, Fabrizio Ricca, che mercoledì indignato commentava: “da Fassino due pesi e due misure, ai rom le case ai torinesi la mini Imu”. Gli stessi nomadi si impegnano a pagare l’affitto, e qualcuno  di loro ritorna pure in Romania. Commenta il consigliere 5 Stelle Vittorio Bertola, autore di un post equilibrato sul tema: “il campo di Lungo Stura Lazio è una vergogna (già ampiamente documentata) e un problema sia per chi ci vive che per il quartiere.(…)..Ma se si vuole eliminare il campo bisogna sistemare in qualche modo chi ci abita, perché un semplice sgombero per forza di cose si concluderebbe con la nascita di un nuovo campo pochi metri più in là”.

Ovviamente ognuno ha il diritto di scegliere la propria dieta mediale (con tutte le conseguenze nella formazione delle opinioni) ma alcune testate troppo spesso si rivelano un ostacolo nel districarsi in quella giungla di informazioni in cui viviamo. Una maggiore responsabilità da parte di tutti aiuterebbe perlomeno a ricostruire la realtà così com’è, fuggendo dalle semplificazioni che emergono dalla sfida tra tifoserie. E di questi tempi si tratterebbe già di un passo in avanti.

Lorenzo Mauro

photo credit: frammenti di nuvole via photopin cc

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