Fausto e Iaio. A 35 anni dall'omicidio fascista ancora nessun colpevole. | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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Fausto e Iaio. A 35 anni dall’omicidio fascista ancora nessun colpevole.

Milano, 18 Aprile 1978. Due ragazzi, Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci, entrambi diciottenni, stanno andando verso casa Tinelli, come è consuetudine fare per loro ogni sabato sera, dopo aver passato il pomeriggio al Centro Sociale Leoncavallo.

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A un certo punto vengono bloccati da tre persone, tutte armate. Ma non sono armate e basta: infatti hanno le calibro 32 avvolte in dei sacchi di plastica, per raccogliere i bossoli e non lasciare alcuna traccia, tipico marchio di fabbrica di omicidi Cia.

Nei giorni seguenti vi è una vera e propria gara nel voler rivendicare questo omicidio, come se, negli ambienti di estrema destra, il fatto di uccidere cogliendo di sorpresa due ragazzi disarmati sia qualcosa di cui far vanto. La rivendicazione più attendibile sembrerebbe essere quella dei NAR, e due delle mani che hanno impugnato la pistola contro Fausto e Iaia sarebbero state quelle di Massimo Carminati, un neo-fascista appartenente alla Banda della Magliana, nonchè accusato di aver collaborato con alcuni ufficiali del Sismi per azioni di depistaggio in merito alla strage di Piazza Fontana.

Il movente non sarebbe del tutto politico. I due ragazzi stavano, privatamente, svolgendo alcune indagini sul traffico di cocaina ed eroina nel quartiere Lambrata, registrando su dei nastri (poi fatti sparire) vere e proprie testimonianze.

Il giornalista dell’Unità Mauro Brutto, che stava indagando sull’omicidio dei due giovani riesce a sfuggire ad un primo attentato, va dai Carabinieri a mostrare le prove raccolte, ma non riesce a fuggire a un secondo attentato, e viene ucciso investito la sera del 25 Novembre.

Insomma, Cia, Banda della Magliana, Sismi, Piazza Fontana e quant’altro. Storie che sembrano ormai archiviate, storie di persone la cui memoria aspetta gli venga resa giustizia. Ci sarebbe tanto da dire, forse troppo, e per questo noi ci limitiamo a ricordare Fausto e Iaio, due ragazzi uccisi perchè facevano la cosa giusta.

A.A.

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