Fermati sette attivisti di Forza Nuova al Gay Pride. Raduni neonazisti a Roma e MilanoTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Fermati sette attivisti di Forza Nuova al Gay Pride. Raduni neonazisti a Roma e Milano

Mentre migliaia di persone sfilano per chiedere l’applicazione dei diritti civili alle coppie gay, 7 attivisti di FN erano pronti a lanciare volantini provocatori. Oltre a Roma, anche Milano ha vissuto il suo sabato fascista.

Fonte: Oltremedianews

Durante il “Roma Pride 2013”, la DIGOS romana ha fermato sette attivisti di Forza Nuova intenzionati a lanciare dei volantini sul percorso del corteo. Un volantinaggio provocatorio contro chi manifesta per il riconoscimento delle unioni civili con una delibera che nei fatti equipara le nuove forme familiari a quelle basate sul matrimonio, per quanto riguarda le attività e i servizi comunali.

I sette, tra cui un minore, sono stati sorpresi nei pressi di una tipografia con circa 90.000 volantini, riportanti da un lato la scritta “L’unica famiglia”, il disegno stilizzato di una coppia e due bambini che si tengono per mano, e l’indicazione del sito di Forza Nuova, mentre dall’altro la dicitura “maschi selvatici NON checche isteriche” ed il logo di Forza Nuova.

I volantini sono stati sequestrati perché non conformi alla vigente normativa sulla stampa ed il titolare della tipografia è stato denunciato. I sette attivisti sono stati accompagnati negli uffici della DIGOS e rilasciati in serata, dopo gli accertamenti di rito, mentre il minorenne è stato riaffidato al padre.

Sembra che i militanti fossero intenzionati a lanciare i volantini sul corteo mentre era in corso il passaggio dei partecipanti. Già due anni addietro attivisti di Forza Nuova avrebbero infatti tentato, nella medesima occasione, di esporre striscioni dal Colosseo.

Il tutto arriva in una giornata caldissima non solo dal punto di vista del clima. A Roma oltre al Pride e ai bikers che hanno festeggiato i 110 anni della Harley Davidson, si è scongiurato un raduno neonazista che si sarebbe dovuto tenere a Ponte Milvio, un’iniziativa a favore del regime di Assad. La questura ha vietato la piazza ma il raduno si è tenuto ugualmente, a quanto pare, nella Tana delle Tigri, in via Monti della Farnesina.

Un incontro tra nazifascisti di tutte Europa si è tenuto anche a Milano, in zona Rogoredo, con il sindaco Giuliano Pisapiache ha dichiarato: “Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino”. Dalla Questura hanno spiegato che, siccome non si tratta di manifestazione, ma di un raduno in luogo privato, non c’è stato alcun preavviso per cui si dovesse organizzare un servizio di sicurezza.

Nessuna autorizzazione è stata data dal Comune di Milano per la manifestazione, né, tanto meno, concessa alcuna area di proprietà pubblica precisa l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli. “Condanniamo fermamente – ha spiegato – ogni espressione che inneggi all’odio e fomenti la violenza. L’intolleranza razziale e politica non possono in nessun modo essere parte della vita della nostra città”.

Ad esprimere il proprio pensiero è anche Nichi Vendola, che tramite Twitter afferma: “Non consentire un’offesa alla città di Milano con il raduno nazista: uno strappo ai principi della legalità democratica”.

Nicola Gesualdo

 

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