27 gennaio 1945, il giorno della Memoria. Quando l'Armata Rossa liberava AuschwitzTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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27 gennaio 1945, il giorno della Memoria. Quando l’Armata Rossa liberava Auschwitz

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa concludeva l’incubo di Auschwitz liberando gli ultimi 7000 prigionieri detenuti dai nazifascisti. E vogliamo ricordare anche quelle migliaia e migliaia di vittime silenziose del progetto criminale di egemonia razziale di Hitler e del nazismo, dai rom fino agli omosessuali e agli oppositori politici, un olocausto silenzioso perchè dimenticato.

In molti si sono divertiti all’indomani della Seconda Guerra Mondiale ad effettuare arditi paragoni tra nazismo e comunismo. Oggi che è il giorno della Memoria, il 27 gennaio, questo maldestro tentativo appare in tutta la sua insensatezza. Da un lato infatti vi erano i nazifascisti che, sulla base di astruse teorie di supremazia razziale, deportavano e massacravano ebrei, omosessuali, zingari, oppositori politici, apolidi e diversi, dall’altro vi era un Paese che, aggredito, ha reagito dopo aver subito milioni e milioni di morti, respingendo alfine i nazifascisti e liberando i campi di concentramento trovati sul cammino. Invece nelle celebrazioni ufficiali della Giornata della Memoria si è preferito rimuovere o tacere il ruolo dell’Armata Rossa, come se fossero stati gli americani e i britannici a spalancare le porte dell’inferno nell’inverno polacco. Si ricorda la ferocia nazista, e questo è sacrosanto, ricordando il loro mostruoso progetto di eliminazione razziale nei confronti degli ebrei, ma si omettono le altre vittime, milioni di persone appartenenti a minoranze etniche o religiose, oppure appartenenti a gruppi sociali considerati devianti, vedi omosessuali, disabili, e infine oppositori politici, tra cui migliaia di comunisti. Le vittime non furono solo i sei milioni di ebrei, una enormità, ma furono 13 milioni complessivi, una immane carneficina che segnò l’inconscio europeo per sempre. Gli ebrei venivano riconosciuti con l’odiosa stella a sei punte gialla appuntata sul braccio, mentre i rom un triangolo nero. Anche il loro sacrificio è ignorato, si parla di mezzo milione di rom massacrati nei lager, dove però non entravano nemmeno in contatto con gli altri detenuti, vivendo sa segregati tra i segregati. Vi era poi l’abominevole triangolo rosso degli oppositori politici. Oltre quattro milioni tra antifascisti, liberali e comunisti vennero internati con accuse che andavano dal sabotaggio alla resistenza ideologica, e vennero massacrati a migliaia assieme ai testimoni di Geova, anche loro massacrati sulla base della loro religione. Ricordare dunque, ma ricordare tutto, ricordare che l’abominio dei nazisti fu purtroppo ben più terrificante della sola Shoah del popolo ebraico, andò persino oltre il loro progetto malato e demoniaco e fu arrestato anche grazie all’avanzata dell’Armata Rossa, quella scomparsa dalle celebrazioni per motivi politici.

Gracchus

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