Fiat-Chrysler, affare fatto. Ma per l'Italia c'è poco da ridereTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Fiat-Chrysler, affare fatto. Ma per l’Italia c’è poco da ridere

Fiat-Chrysler, affare fatto. Ma per l’Italia c’è poco da ridere

La Fiat ha annunciato ieri di intendere acquisire da Veba la partecipazione del 41,5% del sindacato Uaw salendo così al 100% di Chrysler. Un inizio con il botto per la società automobilistica torinese, ma che vantaggi porterà al nostro Paese?

Al Lingotto avranno stappato lo champagne dopo l’annuncio che la Fiat acquisirà il 100% della Chrysler, coronando così il sogno che era stato di Sergio Marchionne, una exit strategy dall’Italia perseguita in modo cinico e spietato nel corso degli anni. Dalla transazione Veba riceverà 3,65 miliardi di dollari, circa 2,7 miliardi di euro, di cui 1,75 in contanti da Fiat, e 1,9 miliardi come dividendo straordinario da parte di Chrysler. Per l’acquisizione dell’intero pacchetto Veba, la Fiat pagherà cash 1750 milioni di dollari utilizzando la liquidità disponibile dal momento che il Lingotto non intende chiedere un aumento di capitale. Tutti i quotidiani, La Stampa in primis, si sono quindi lanciati in giaculatorie a favore di Sergio Marchionne, che ora diventa il fine negoziatore capace di aver spuntato un prezzo bassissimo alla Veba, almeno rispetto alle previsioni. Chiaramente i vertici della Fiat sono su di giri per l’acquisizione della Chrysler, come sottolineato da Elkann:”Aspetto questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler Il lavoro, l’impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi 4 anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale. Colgo questa opportunità per dare formalmente il benvenuto a tutte le persone di Chrysler nella nuova realtà frutto dell’integrazione di Fiat e Chrysler“. Marchionne poi è letteralmente al settimo cielo perchè con l’acquisizione della Chrysler ha coronato quello che è stato il suo sogno per anni: “L’acquisto del 100% di Chrysler ci permetterà di realizzare pienamente la nostra visione di creare un costruttore di auto globale con un bagaglio di esperienze, punti di vista e competenze unico al mondo”.

Insomma la retorica dei media è partita con tutta la sua potenza per evitare che si dicano cose scomode sulla Fiat, che invece sembra quasi aver fatto un colpo da novanta senza precedenti sfogliando distrattamente la stampa italiana. Forse, si cerca di occultare la verità, ovvero che l’indebitamento di Fiat Group riguarda ancora metà del fatturato, e che soprattutto dopo aver acquisito la Chrysler il suo futuro sarà, necessariamente, lontano dall’Italia. Marchionne in sostanza non investirà mai in Italia rimettendo in sesto ben quattro siti, Pomigliano, Mirafiori, Melfi e Cassino, che attualmente arrancano a causa dei problemi produttivi. Nel futuro, grazie all’acquisizione fatta, la Fiat potrà essere meno dipendente dal mercato europeo, potendo sfruttare il nuovo boom dell’economia americana. Bene per la Fiat, dunque, ma non per l’Italia, che finirà inevitabilmente nel dimenticatoio. Non sarà la Fiat a italianizzare la Chrysler, semmai sarà il contrario, e lo dicono i numeri dal momento che la Fiat dovrà sfornare ben cinque milioni di automobili all’anno per stare al passo con il mondo; visto e considerato che in Italia ne tira fuori a malapena 400.000 all’anno, i conti sono presto fatti. L’asse della Fiat si sposterà in America, e tutto il peso del bilancio verrà puntato sulla Chrysler, con come conseguenza inevitabile una ulteriore marginalizzazione del mercato italiano e degli stabilimenti italiani. Il rischio quindi è che gran parte delle risorse promesse per gli investimenti serviranno invece a pagare la conquista della Chrysler, con buonapace dei lavoratori italiani. E il governo in tutto questo cosa farà? Tutelerà gli interessi italiani esigendo da Marchionne gli investimenti promessi, oppure non farà nulla? Infine la Fiat con l’acquisto del 100% dalla Uaw, ha anche ottenuto l’impegno del sindacato americano a proseguire nell’implementazione degli standard produttivi World Class Manufacturing nelle fabbriche, nell’ottica dell’effettiva attuazione del piano industriale delineato dal gruppo italo-americano. Il che tradotto significa che Fiat ha comprato l’accordo per aumentare lo sfruttamento dei lavoratori.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/27620885@N02/10509479994/”>SOCIALisBETTER</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top