Fiat-Chrysler, ride solo MarchionneTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Fiat-Chrysler, ride solo Marchionne

Tutti i media esultano per l’accordo tra Fiat e sindacato Usa per l’acquisto della Chrysler da parte della casa automobilistica torinese. I lavoratori italiani ridono un pò meno…

Mirafiori ormai è un deserto rispetto al centro industriale pulsante che era fino a pochi anni fa; di questo, almeno in Italia, non si stupisce più nessuno, soprattutto perchè negli ultimi anni Marchionne e la Fiat hanno continuato a recitare il copione di quelli che vorrebbero rimanere in Italia ma non possono. Ora tutti i media italiani plaudono all’accordo tra il gruppo Fiat e il sindacato americano per l’acquisto della Chrysler, come se anche i lavoratori italiani potessero trarre vantaggio da tutto ciò. I media hanno voluto esaltare il “successo del sistema Italia”, peccato che il gruppo Fiat sembra ormai molto ma molto lontano dal Bel paese, anzi di italiano ormai sembra avere davvero ben poco. Del resto anche il quartier generale della Fiat-Chrysler non sarà più la sabauda Torino, verrà spostato negli Stati Uniti con un gesto altamente simbolico che farà capire in modo indiscutibile dove si intende incentrare la crescita futura del gruppo. Non certo a Torino, città del resto che la Fiat ha già abbandonato e non da oggi, ma che potrebbe subire ancora la perdita di qualche residua migliaia di posti di lavoro. Non che sia qualcosa di inaspettato del resto, dal momento che le vendite e la produzione in Italia sono già una parte minoritaria rispetto ai numeri mondiali del gruppo. In tutto questo il gruppo dovrebbe comunque sbloccare qualche investimento per rafforzare la produzione di alcuni modelli in Italia, una sorta di specchio per le allodole in modo da blandire gli italiani con lo zuccherino mentre si smantella per non tornare mai più. E in tutto questo il governo chiederà garanzie? Nessuno lo sa, anzi sembrerebbe di no dal momento che Letta e soci sembrano alle prese con ben altro. Con la fusione si costi­tui­sce comunque quello che sarà il set­timo gruppo auto­mo­bi­li­stico mon­diale, che avrà comun­que molte dif­fi­coltà a lot­tare con i veri pro­ta­go­ni­sti del settore. Insomma, la Fiat manterrà la parola e cercherà di trovare il modo di investire in Italia? Oppure, come pensiamo, finirà per abbandonare del tutto il Bel paese per dedicarsi ad altri mercati e altri obiettivi?

Anche per questo motivo la Fiom ha voluto ribadire la sua posizione sulla vicenda: Ora che è stata perfezionata l’intesa chiediamo che la Presidenza del Consiglio, così come si era impegnata a fare nell’incontro del 12 dicembre, convochi tutte le parti per affrontare il tema del futuro occupazionale e industriale degli stabilimenti italiani, e quindi avere certezza sugli investimenti del piano industriale per il nostro Paese“, ha spiegato in una nota Michele De Palma, responsabile Fiom per il gruppo Fiat. Prima di festeggiare, riteniamo fondamentale capire i termini dell’accordo; riteniamo che l’acquisto della restante quota capitale di Chrysler Group è stato possibile grazie alla massimizzazione del capitale industriale e umano delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Fiat in Italia. Infatti, la proprietà non ha dovuto ricapitalizzare per raggiungere il 100% della Chrysler“, ha aggiunto.

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