Fiat. Marchionne saluta l'Italia, la sede fiscale sarà in Gran BretagnaTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Fiat. Marchionne saluta l’Italia, la sede fiscale sarà in Gran Bretagna

“Ciao Ciao Italia”. L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, secondo il Wall Street Journal presenterà al consiglio di amministrazione del Lingotto una proposta per trasferire la sede fiscale della Fiat in Gran Bretagna e la quotazione  in borsa a New York; in questo modo non verserà più un euro di tasse in Italia. 

In Italia si pagano troppe tasse, e mentre in Francia ad esempio si sta cercando di statalizzare le industrie automobilistiche, Marchionne va avanti come un treno nella soluzione opposta, ovvero globalizzare la Fiat portandola lontano dall’Italia. Secondo le anticipazioni di un giornale autorevole, il Wall Street Journal, Marchionne trasferirà la sede fiscale del gruppo che nascerà dalla fusione tra Fiat e Chrysler in Gran Bretagna, questo per pagare meno tasse. Questa sarà la proposta che l’ad di Fiat presenterà al consiglio di amministrazione del Lingotto che si dovrebbe riunire nei prossimi giorni. Marchionne vorrebbe poi spostare la quotazione in borsa della nuova società in quel di New York, un addio vero e proprio all’Italia e soprattutto un addio dell’Italia alle tasse dal momento che Fiat le verserà in Gran Bretagna permettendo così di pagare meno tasse sui dividendi rispetto al nostro Paese. La maggior beneficiaria, manco a dirlo, sarebbe proprio la Exor, mentre il quotarsi a New York rifletterebbe la possibilità di un maggiore e più facile accesso al mercato dei capitali. Intanto secondo gli analisti Fiat e Chrysler dovrebbero avere un utile netto combinato in lieve aumento a 400 milioni di euro per il quarto trimestre e una flessione del 24% a 1,07 miliardi di dollari per il 2013.  Questa flessione sarebbe da imputarsi ai problemi che la Fiat attraversa in Europa, dove le vendite sono ormai debolissime. Questa proposta di Marchionne peraltro è arrivata a pochi giorni dall’accordo raggiunto da Fiat con Veba per rilevare la restante quota di Chrysler, e precede la presentazione del piano industriale, quello che in Italia si aspetta da troppo tempo e nel quale Fiat dovrebbe evidenziare i dettagli del rilancio di Alfa Romeo. Intanto comunque, se quanto anticipato dal Wsj fosse vero, Fiat non darà più nemmeno un euro all’erario italiano. 

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