Fidel Castro e l'ipoteca "eterna" del debitoTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Fidel Castro e l’ipoteca “eterna” del debito

Correva l’anno 1985 quando il Comandante Fidel Castro tenne uno storico discorso in occasione dell’incontro sul debito estero dell’America Latina e dei Caraibi nel quale affermò senza mezzi termini che il debito contratto con gli istituti finanziari equivale a una ipoteca “eterna e impagabile”. Già allora il Lider Maxismo prese posizione definendo il concetto stesso del debito un “cancro” creato dall’imperialismo.

Spesso ci troviamo a commentare il presente senza ricordare nulla del passato. Questo ci porta a vivere in un eterno presente, eppure molte delle situazioni che oggi affrontiamo, in ultimo il caso della Grecia, ripercorrono situazioni già proposte dalla storia. Il problema del debito infatti venne affrontato già negli anni Ottanta da una personalità come Fidel Castro che, in occasione di un incontro all’Avana sul debito estero di America Latina e Caraibi nel 1985, si scagliò letteralmente contro il concetto stesso del debito. Non solo, Fidel disse anche se i governi sudamericani non avessero reagito in modo rapido e congiunto il problema del debito si sarebbe tramutata in una “ipoteca eterna”

Noi diciamo: è impagabile. Non può essere pagato per ragioni matematiche, economiche. Noi diciamo anche: è impossibile politicamente. I governi non sono nelle condizioni, in nessun paese dell’America Latina, di applicare queste misure (dall’alto costo sociale) del Fondo Monetario Internazionale“, disse Fidel in quello storico discorso. Non solo, Fidel castro andò ancora oltre definendo il debito estero un vero e proprio cancro da rimuovere con una operazione chirurgica. Inoltre il debito è stato definito dallo stesso Fidel Castro come un frutto dell’imperialismo che lo ha creato e il cui unico modo per liberarsene sarebbe unire i popoli in via di sviluppo per arrivare all’abolizione o alla cancellazione del debito. Ma come suo solito il Lider Maximo non si limitava a criticare la realtà ma anche a proporre cambiamenti reali: “È importante essere consapevoli che questa non è una lotta solo dell’America Latina, ma di tutto il Terzo Mondo. Abbiamo gli stessi problemi, ma l’America Latina può guidare questa lotta. Perché ha sviluppo sociale, più sviluppo politico; una migliore struttura sociale, milioni di intellettuali, professionisti, decine di milioni di operai, contadini, un alto livello di preparazione politica“.
A oggi il sogno di Fidel forse prende forma, e lui peraltro è ancora vivo per vederlo. Stiamo parlando degli sforzi effettuati nel continente sudamericano per creare meccanismi intranazionali di cooperazione come l’ALBA oppure l’UNASUR, per non parlare del peso preponderante a livello globale dei Brics.
Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top