Fidel Castro: "E' ora di conoscere un pò di più la realtà"Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Fidel Castro: “E’ ora di conoscere un pò di più la realtà”

Fidel Castro: “E’ ora di conoscere un pò di più la realtà”

Fidel Castro ha recentemente pubblicato su Granma una nota sui recenti fatti di attualità. Ecco il punto del Lider Maximo sulla difficile situazione internazionale con particolare attenzione alle recenti vicende dei BRICS. 

Ho pregato gli editori di Granma di esonerarmi in questa occasione dall’onore di pubblicare quello che scrivo nella prima pagina dell’organo ufficiale del nostro Partito, perché penso di esprimere punti di vista personali su temi che, per note ragioni di salute e di tempo, non ho potuto esporre negli organi collettivi di direzione del Partito e dello Stato, come i Congressi del Partito, o le riunioni pertinenti dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular.

Nella nostra epoca i problemi sono sempre di più complessi e le notizie si diffondono alla velocità della luce, come molti sanno. Oggi nel nostro mondo non succede niente che non insegni qualcosa a quelli di noi che desideriamo e siamo ancora capaci di comprendere nuove realtà.
L’essere umano è uno strano miscuglio di istinti ciechi da un lato e di coscienza dall’altro.
Siamo animali politici come, non senza ragione, ha affermato Aristotele, che forse ha influito più di qualunque altro filosofo dell’antichità sul pensiero dell’umanità attraverso quasi 200 trattati, come si sostiene, dei quali se ne sono conservati solo 31. Il suo maestro è stato Platone che ha trasmesso ai posteri la sua famosa utopia sullo Stato Ideale che a Siracusa, dove ha tentato di applicarlo, quasi gli è costata la vita.

La sua Teoria Politica è rimasta come appellativo per qualificare le idee come cattive o buone. I reazionari l’hanno utilizzato per qualificare sia Marx che Lenin come teorici, senza prendere assolutamente in considerazione che le loro utopie hanno ispirato Russia e Cina, i due paesi chiamati a essere a capo di un mondo nuovo che permetterebbe la sopravvivenza umana se l’imperialismo non scatena prima una criminale guerra sterminatrice. L’Unione Sovietica, il Campo Socialista, la Repubblica Popolare Cinese e la Corea del Nord, ci hanno aiutato a resistere, con forniture essenziali e armi, al blocco economico implacabile degli Stati Uniti, l’impero più potente che sia mai esistito. Nonostante il suo immenso potere, non ha potuto schiacciare il piccolo paese che a poche miglia delle sue coste ha resistito per più di mezzo secolo alle minacce, agli attacchi pirata, ai sequestri di pescherecci e affondamenti di navi mercantili, alla distruzione in pieno volo dell’aereo di Cubana de Aviación a Barbados, all’incendio di scuole e altri misfatti simili. Quando ha cercato di invadere il nostro paese con forze mercenarie all’avanguardia, trasportate in navi da guerra degli Stati Uniti come primo attacco, è stato sconfitto in meno di 72 ore. Più tardi le bande controrivoluzionarie, organizzate ed equipaggiate da loro, hanno commesso atti vandalici che sono costati la vita o l’integrità fisica a migliaia di compatrioti.

Nello stato della Florida si è installata la più grande base di attività contro un altro paese che esisteva in quel momento. Nel corso del tempo il blocco economico si è esteso ai paesi della NATO e a molti altri alleati dell’America Latina che per i primi anni sono stati complici della criminale politica dell’impero che ha frantumato i sogni di Bolívar, Martí e di centinaia di grandi patrioti di irriducibile condotta rivoluzionaria in America Latina.
Al nostro piccolo paese, non solo veniva negato il diritto di essere una nazione indipendente come a qualunque altro dei numerosi Stati dell’America Latina e dei Caraibi, sfruttati e saccheggiati da loro, bensì il diritto all’indipendenza della nostra Patria che sarebbe stato completamente spogliato, quando il ‘destino manifesto’ eseguito il suo compito di annettere la nostra isola al territorio degli Stati Uniti del Nord America.
Nella riunione di Fortaleza appena conclusa è stata approvata un’importante Dichiarazione tra i paesi che fanno parte del gruppo BRICS.
I BRICS propongono una maggiore coordinazione macroeconomica tra le principali economie, in particolare nel G-20, come un fattore fondamentale per il rafforzamento delle prospettive di un recupero effettivo e sostenibile in tutto il mondo.
Hanno annunciato la firma dell’Accordo costitutivo della Nuova Banca di Sviluppo, con il fine di mobilitare risorse per progetti di infrastruttura e di sviluppo sostenibile dei paesi BRICS e in altre economie emergenti e in sviluppo.

La Banca avrà un capitale iniziale autorizzato di 100.000 milioni di dollari. Il capitale iniziale sottoscritto sarà di 50.000 milioni di dollari, in parti uguali tra i membri fondatori. Il primo presidente della Giunta dei Governatori sarà della Russia. Il primo presidente del Consiglio di Amministrazione sarà del Brasile. Il primo Presidente della Banca sarà dell’India. La sede della Banca sarà a Shanghai.
Hanno anche annunciato la firma di un Trattato per l’stituzione di un Fondo Comune di Riserve di Valute per situazioni contingenti, con una dimensione iniziale di 100.000 milioni di dollari.

Riaffermano l’appoggio a un sistema multilaterale di commercio aperto, trasparente, inclusivo e non discriminatorio; nonché alla conclusione di successo dell’Incontro di Doha dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).
Riconoscono l’importante ruolo che le imprese statali svolgono nell’economia; come quello delle piccole e medie imprese come creatori di impiego e di ricchezza.
Riaffermano la necessità di una riforma integrale delle Nazioni Unite, compreso il suo Consiglio di Sicurezza, al fine di renderlo più rappresentativo, efficace ed efficiente, in modo che possa rispondere adeguatamente alle sfide globali.
Hanno reiterato la loro condanna del terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, dovunque succeda; e hanno espressero preoccupazione per la continua minaccia del terrorismo e l’estremismo in Siria, e nel contempo hanno richiamato tutte le parti siriane affinché si impegnino a mettere fine agli atti terroristici perpetrati da Al-Qaeda, i suoi soci e altre organizzazioni terroristiche.
Hanno condannato energicamente l’uso di armi chimiche in qualunque circostanza; e hanno dato il benvenuto alla decisione della Repubblica Araba della Siria di aderire alla Convenzione sulle Armi Chimiche.
Hanno riaffermato l’impegno di contribuire universalmente a una giusta e duratura soluzione globale del conflitto arabo-israeliano sulla base della cornice legale internazionale universalmente riconosciuta, includendo le risoluzioni pertinenti delle Nazioni Unite, i Principi di Madrid e l’Iniziativa di Pace Araba; e hanno espressero appoggio alla convocazione, nella data più vicina possibile, della Conferenza sull’istituzione una zona del Medio Oriente libero da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa.
Hanno riaffermarono la volontà che l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio ultraterrestre dovranno essere a fini pacifici.
Hanno reiterato che non c’è alternativa a una soluzione negoziata alla questione nucleare iraniana, e hanno riconfermato l,appoggio alla sua soluzione attraverso mezzi politici e diplomatici.
Hanno espresso preoccupazione per la situazione in Iraq e hanno appoggiato il governo iracheno nei suoi sforzi per superare la crisi, difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale.
Hanno espresso preoccupazione per la situazione in Ucraina e hanno fatto un appello per un dialogo ampio, la diminuzione del conflitto e la moderazione di tutti gli attori coinvolti, al fine di trovare una soluzione politica pacifica.
Hanno reiterato la ferma condanna al terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni. Hanno segnalato che le Nazioni Unite hanno un ruolo centrale nel coordinamento dell’azione internazionale contro il terrorismo che si deve portare avanti in conformità con il diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, e con il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Hanno riconosciuto che il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide che affronta l’umanità, e hanno fatto un appello a tutti i paesi a costruire sulle decisioni adottate nella Convenzione Cornice delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (CMNUCC), con l’obiettivo di arrivare a una conclusione favorevole per l’anno 2015, dei negoziati nello sviluppo di un protocollo, di un altro strumento legale o di un risultato accordato con forza legale sotto la Convenzione è applicabile a tutte le Parti, in conformità con i principi e le disposizioni della CMNUCC, in particolare il principio delle responsabilità comuni ma differenziate e le loro rispettive capacità.
Hanno espressero l’importanza strategica dell’educazione per lo sviluppo sostenibile e per la crescita economica inclusiva; così come hanno sottolineato il vincolo tra la cultura e lo sviluppo sostenibile.

Il prossimo Vertice dei BRICS si terrà in Russia, nel luglio 2015.
Sembrasse che si tratti di un ulteriore accordo tra i tanti che appaiono costantemente negli uffici telex delle principali agenzie occidentali di stampa. Tuttavia, il significato è chiaro e rotondo: l’America Latina è l’area geografica del mondo dove gli Stati Uniti hanno imposto il sistema più disuguale del pianeta per lo sfruttamento delle loro ricchezze interne, la fornitura di materie prime economiche, compratori delle loro merci e il depositari privilegiati del loro oro e dei loro fondi che evadono dai loro rispettivi paesi e sono investiti dalle compagnie nordamericane nel paese o in qualunque posto del mondo.
Nessuno ha mai trovato una risposta capace di soddisfare le esigenze del mercato reale che conosciamo oggi, ma neanche si può dubitare che l’umanità va verso una tappa più giusta di quello che è stata la società umana fino ai nostri tempi.
Ripugnano gli abusi commessi durante la storia. Oggi quello che si valuta è ciò che succederà nel nostro pianeta globalizzato in un futuro prossimo.
Come potrebbero scappare gli esseri umani dall’ignoranza,dalla carenza di risorse elementari per l’alimentazione, la salute, l’educazione, l’abitazione, l’impiego decoroso, la sicurezza e una rimunerazione giusta. Quello che è più importante, se questo sarà o no possibile, in questo minuscolo angolo dell’Universo. Se meditare su questo serve a qualcosa, sarà per garantire in realtà la supremazia dell’essere umano.
Da parte mia, non ho il minimo dubbio che quando il Presidente Xi Jinping terminerà le attività per concludere il suo giro in questo emisfero, come il Presidente della Federazione Russa, Vladímir Putin, i due paesi staranno raggiungendo una delle gesta più grandi della storia umana.
Nella Dichiarazione dei BRICS, approvata il 15 luglio 2014 a Fortaleza, si invita a una maggiore partecipazione di altri paesi, specialmente quelli che lottano per il loro sviluppo al fine di fomentare la cooperazione e la solidarietà coi popoli e in modo particolare con quelli dell’America del Sud. Si segnala in un significativo paragrafo che i BRICS riconoscono di particolare importanza l’Unione delle Nazioni Sud-americane (UNASUR) nella promozione della pace e la democrazia nella regione e nel risultato dello sviluppo sostenibile e lo sradicamento della povertà.

Sono stato già abbastanza lungo malgrado l’ampiezza ed importanza del tema chiedessero l’analisi di importanti questioni che richiedevano alcune repliche.
Pensavo che nei giorni seguenti ci sarebbe stata un po’ più di analisi seria sull’importanza del Vertice dei BRICS. Basterebbe sommare gli abitanti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica per comprendere che in questo momento raggiungono la metà della popolazione mondiale. In pochi decenni il Prodotto Interno Lordo della Cina supererà a quello degli Stati Uniti. Già molti Stati richiedono yen e non dollari, non solo il Brasile bensì vari dei più importanti dell’America Latina, i cui prodotti come la soia e il mais competono con quelli del Nord America. L’apporto che Russia e Cina possono dare nella scienza, nella tecnologia e nello sviluppo economico del Sudamerica e dei Caraibi è decisivo.
I grandi avvenimenti della storia non si inventano in un giorno. Enormi prove e sfide di crescente complessità si scorgono nell’orizzonte. Tra Cina e Venezuela sono stati firmati 38 accordi di cooperazione. È ora di conoscere un po’ di più la realtà.

Fidel Castro Ruz

Traduzione: Redazione di El Moncada
http://www.granma.cu/cuba/2014-07-22/es-hora-de-conocer-un-poco-mas-la-realidad

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