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venerdì , 20 ottobre 2017
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Film Maometto. Continuano proteste anti-Usa

Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi) ha rivolto un appello ai suoi seguaci a “seguire l’esempio” dell’attacco al consolato Usa a Bengasi e a uccidere tutti gli ambasciatori americani nell’area. La tensione è alle stelle dopo l’ennesimo attentato in Afghanistan che ha causato oltre 12 morti.

Secondo  il centro americano di monitoraggio dei siti islamisti IntelCenter, Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), che ha definito l’uccisione dell’ambasciatore Stevens in Libia come “il più bel regalo  per tutti gli estremisti islamici in occasione dell’anniversario dell’11 settembre.” Il gruppo rivolge un appello ad attaccare le ambasciate americane negli altri paesi del Maghreb (Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania) e a uccidere gli ambasciatori. “Rivolgiamo un appello ai giovani musulmani a seguire l’esempio dei leoni di Bengasi, a tirare giù le loro bandiere e a bruciarle prima di uccidere i loro ambasciatori, i rappresentanti americani, o di cacciarli“. Al Qaida nel Maghreb islamico è frutto della fusione del ramo saudita e di quello di Al Qaida del gruppo terroristico. Continuano intanto gli attentati in tutto il mondo arabo. In Afghanistan una ragazza di 22 anni si è fatta esplodere con la sua auto nei pressi dell’aeroporto di Kabul causando la morte di 12 persone, fra cui otto sudafricani, un cittadino del Kirghizistan e tre afghani. L’attacco è stato immediatamente rivendicato dal movimento Hezb-i-Islami di Gulbuddin Hekmatyar, uno dei tre gruppi armati, insieme ai talebani ed alla Rete Haqqani, che si oppongono al governo del presidente Hamid Karzai, notoriamente filo-occidentale. Secondo gli attentatori nell’esplosione sarebbero rimasti uccisi oltre 16 agenti dell’intelligence Usa. Testimoni oculari hanno riferito che fra le vittime, i cui cadaveri sono rimasti a lungo sul posto, “molte avevano capelli biondi”. Al riguardo il governo del Sudafrica ha ufficialmente confermato che “otto nostri connazionali che lavoravano per una compagnia aerea privata sono stati uccisi nell’attentato realizzato oggi a Kabul“. Anche in Bangladesh la tensione è alle stelle e il governo ha deciso di bloccare l’accesso a Youtube in seguito alle massicce proteste contro il film anti Islam prodotto negli Usa e diffuso sul popolare sito di video sharing. Le proteste continuano anche a Bangkok, in Indonesia, dove circa 400 persone si sono raccolte di fronte alla sede diplomatica Usa, e in Pakistan e India dove nel Kashmir migliaia di persone sono scesi nelle strade dando alle fiamme bandiere americane.

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