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mercoledì , 26 luglio 2017
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Film su Maometto. Continua la rabbia contro gli Usa

Si diffondono le proteste islamiche contro gli Stati Uniti dopo la diffusione del video anti-Maometto. Le autorità americane hanno fermato il regista del film, ma ciò non ha minimamente arrestato le violenze in tutto il mondo. In Afghanistan un attentato ha ucciso quattro soldati dell’Isaf, e gli Usa hanno ritirato il personale dalle ambasciate in Sudan e Tunisia. 

Non si arrestano le proteste del mondo islamico contro gli Stati Uniti a seguito della proiezione del film offensivo nei confronti di Maometto che ha portato agli assalti delle sedi diplomatiche americane da Bengasi a Tunisi fino al Cairo. Solo questa mattina due presunti membri delle forze di polizia afghana hanno sparato contro membri dell’Isaf, la forza della Nato in Afghanistan, uccidendo quattro soldati stranieri nel sud del Paese. A ciò si aggiunge l’attentato di questa notte alla caserma di Camp Bastion, nel sud dell’Afghanistan, in cui hanno perso la vita due marines americani. Un vero e proprio attacco generalizzato contro gli Stati Uniti, cominciato indicativamente l’11 settembre. Dal momento che la rabbia del mondo islamico non accenna a scemare questa mattina le autorità americane hanno deciso di evacuare le ambasciate di Tunisi e Khartoum (Sudan), consigliando di non recarsi in questi Paesi. Dal medioriente agli Stati uniti, l’allarme non si placa. E così, ieri sera, a Chicago, l’Fbi ha arrestato un diciottenne americano che aveva in programma di eseguire un attentato in nome della jhiad. Barack Obama ha definito effettivamente orribile e inaccettabile il film contro Maometto, e le autorità ora stanno interrogando il regista del film, il cristiano copto residente in America, Nakoula Basseley Nakoula. Il problema è che le proteste anti-islamiche non si fermeranno nei prossimi giorni, come ha sottolineato il Dipartimento di Stato. Intanto i talebani nella notte del 14 settembre hanno assaltato la base britannica di Camp Bastion, dove si trova tra gli altri il principe Harry. Alcuni commando di talebani avrebbero fatto irruzione indossando uniformi dell’esercito americano. La sera di venerdì, scrive l’Ansa in un comunicato arrivatogli dall’Isaf, “approssimativamente 15 insorti hanno realizzato un attacco ben coordinato contro la base aerea di Camp Bastion, penetrando in un punto della recinzione perimetrale. Con indosso uniformi dell’esercito Usa – si aggiunge – e dotati di armi automatiche lanciatori di razzi RPG e giubbotti imbottiti di esplosivo, gli insorti hanno attaccato velivoli (aerei ed elicotteri) della Coalizione parcheggiati sulla linea di volo, hangar ed altri edifici”.   Il bilancio dell’operazione è stato di “sei aerei AV-8B Harrier distrutti e due gravemente danneggiati, tre stazioni di rifornimento pure distrutte e sei hangar di struttura leggera danneggiati in varia misura”. Per quanto riguarda invece le vittime, si dice infine, “14 insorti sono stati uccisi ed uno, ferito, è stato invece arrestato, mentre due soldati Isaf sono morti e nove altre persone (otto militari ed un civile) sono rimasti feriti, non da mettere in pericolo la loro vita”.

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