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giovedì , 25 maggio 2017
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Finita la querelle: il voto per la decadenza sarà palese

Decisione definitiva della Giunta: voto palese per la decadenza dei senatori. Ma quando si andrà alle votazioni per la decadenza del senatore Berlusconi? Berlusconi siederà in poltrona fino a data da destinarsi.

Fonte: Oltremedianews

Decisione a porte chiuse, nessuna possibilità da parte dei media di poter assistere all’assemblea della Giunta per il Regolamento che questa mattina, h.9.00, si è riunita per discutere “sulle modalità di voto in Assemblea”.Notizia dell’ultima ora: il voto per la decadenza dei senatori sarà voto palese. La giunta pone fine alla querelle riguardo l’art. 113, comma 3 del Regolamento del Senato. Una vittoria “per un pelo”: dei 13 voti previsti in Giunta, 7 voti favorevoli allo scrutinio palese e 6 contrari. A fare da ago della bilancia il voto della senatrice centrista Lanzillotta (Scelta Civica). Degli altri 12 senatori, era già facilmente prevedibile  il voto: a favore dello scrutinio palese Ruzzo, Zanda e Finocchiaro (PD), Santangelo e Buccarella (M5S) e De Petris (SEL) invece per lo scrutinio segreto Nitto Palma, Bruno e Bernini (PDL), Calderoli (Lega), Ferrara (autonomie) e Zeller (Südtiroler Volkspartei).

Ora è attesa la convocazione dei capigruppo da parte del Presidente Grasso per calendarizzare il giorno del voto per la decadenza del senatore Berlusconi. Chi la definisce “vittoria per la giustizia”, chi parla di “pagina buia della giustizia”, chi invece sostiene che si tratti di un ennesimo “temporeggiamento”. Questi gli schieramenti dei gruppi al Senato durante le convocazioni di ieri sera e questa mattina: la calendarizzazione il “pomo della discordia”. Quasi sicuramente sarà entro e non oltre il mese di novembre, ma la discussione di ieri sera in Senato, in particolare fra M5S, SEL e PD, lascia presagire che per il voto di decadenza non è ancora stata fissata la data.

Ad aprire la questione, la senatrice grillina Taverna che sollecita i colleghi al voto immediato affinché “venga rispettata la legge Severino, che prevede il voto immediato sulla decadenza”. Aggiunge Taverna: “si deve andare al voto il prima possibile. Nessun ritardo può essere giustificato. Il 5 novembre è una data sin troppo lontana per garantire il rispetto della volontà degli italiani. Per quel giorno ci hanno proposto di mettere in votazione il bilancio preventivo del Senato per il 2013: dire che ci sia urgenza, dopo ben dieci mesi di ritardo, è a dir poco ridicolo. Noi chiediamo che le sedute proposte nella Conferenza dei Capigruppo per tale argomento, e non approvate dal Movimento 5 Stelle, vengano dedicate alla discussione e al voto sulla decadenza del cavaliere Berlusconi e che il bilancio preventivo del Senato venga invece calendarizzato nella settimana dall’11 al 15 novembre, che non prevede lavori d’Aula”. Sel d’accordo alla calendarizzazione grillina, Pdl ovviamente contrario. Invece il senatore Pd Martini, d’accordo con la calendarizzazione del senato, prende la parola e incalza: “non appena la Giunta per il Regolamento avrà completato l’esame delle questioni alla sua attenzione, si riunirà la Conferenza dei Capigruppo per decidere sulla calendarizzazione. D’altra parte, se la Giunta per il Regolamento finirà presto i suoi lavori e la Conferenza dei Capigruppo sarà in grado di calendarizzare la decisione sulla decadenza di Berlusconi in qualunque data, compreso il 5 novembre, noi siamo pronti, ma credo sia giusto che si segua la procedura corretta: terminiamo i lavori della Giunta e poi la Conferenza dei Capigruppo calendarizzerà una data. Il tutto, aggiunge Taverna, nonostante non vi sia “scritto nella procedura che per applicare la legge serve una modifica del Regolamento”.

Voto immediato, procedura corretta e una legge (la Legge Severino) che, nonostante preveda la decadenza immediata, deve attendere il pronunciamento delle Camere (art. 3 della Legge Severino e art. 66 della Costituzione). Insomma, il senatore Berlusconi siede ancora in poltrona a Palazzo Madama.

Veronica Pavoni

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