Finlandia, Helsinki cavalca il sentimento antirussoTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Finlandia, Helsinki cavalca il sentimento antirusso

La Finlandia ha annunciato di voler aumentare il budget militare per fronteggiare eventuali invasioni da parte di Mosca. Anche questo fa comprendere il livello raggiunto dall’isteria antirussa in Europa. 

In Finlandia lo spettro di una fantomatica invasione russa si sta facendo strada. Nonostante infatti non ci siano alcune prove circa una eventuale invasione russa, tutti i paesi dell’Europa dell’Est hanno cominciato a utilizzare la russofobia anche per raccogliere consensi in politica interna. Il governo finlandese ad esempio ha deciso di aumentare il budget militare al fine di fronteggiare una eventuale invasione russa.  Secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa finlandese, Jussi Niinisto a “defense News” , “i soldati saranno impiegati in quattro distretti militari per proteggere la Finlandia da una possibile invasione da parte della Russia“. Non solo, il ministro finlandese ha anche promesso di dispiegare i suoi riservisti in aggiunta alla “forza di reazione rapida dell’esercito regolare”. Leggere queste cose sembra a dir poco incredibile dal momento che la Russia, a conti fatti, non ha mai nemmeno minacciato di invadere alcun paese confinante, nemmeno l’Ucraina dove gli Usa e l’Occidente hanno esercitato pressioni per installare un governo filo-occidentale a Kiev. Del resto l’isteria antirussa ha conquistato tutta la Scandinavia, basti pensare che solo un mese fa a Helsinki il governo si era detto preoccupato per degli immobili acquistati da semplici cittadini russi che, nella paranoia finlandese, sono stati considerati spie del Cremlino come ai tempi della Guerra Fredda. Questo mostra come propagandare una situazione di isteria di massa porti a creare un reale clima di tensione che potrebbe portare a prendere decisioni affrettate e senza alcuna base reale. In Finlandia continuano a tirar fuori del tutto a sproposito la guerra russo-finlandese  del 1939, dimenticandosi che si trattava di altri tempi e che oggi, in pieno 2015, è la Nato a essere arrivata sino al confine della Russia e non viceversa.

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