Fiom risponde colpo su colpo agli attacchi di RenziTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Fiom risponde colpo su colpo agli attacchi di Renzi

Fiom risponde colpo su colpo agli attacchi di Renzi

Maurizio Landini ha annunciato la mobilitazione della Fiom in vista della giornata del 18 ottobre a Roma, quando parteciperà assieme alla Cgil alla manifestazione nazionale contro le politiche del lavoro del governo Renzi. Landini ha poi risposto per le rime al premier: “Le leggi le fa il Parlamento, non le facciamo noi”. 

Dopo l’affondo senza precedenti di Matteo Renzi ai sindacati, che ha scatenato persino la reazione della Camusso, è arrivata la secca e attesa risposta anche della Fiom, che per cominciare ha confermato l’adesione alla manifestazione nazionale di Roma del 18 ottobre indetto dalla Cgil contro le politiche del lavoro di Renzi. La Fiom dunque si mobilita e scenderà in piazza sia il 18 ottobre, sia l’8 novembre. La manifestazione è stata anticipata al 18 proprio a causa della torsione di Renzi sulla legge delega, e infatti lo stesso Maurizio Landini ha risposto per le rime al videomessaggio di Renzi concedendo una intervista a Mentana: “Il Parlamento fa le leggi, vorrei ricordarlo al premier, non le facciamo noi e le leggi che hanno reso precario il lavoro sono state fatte dal parlamento e, in larga parte, anche dal partito che egli stesso rappresenta e non l’ho mai sentito fare particolari critiche..”. Già, verrebbe da chiedere a Renzi dove fosse lui mentre il lavoro veniva distrutto pezzo dopo pezzo negli ultimi vent’anni.  La Fiom ha comunque emesso un comunicato nel quale si spiegano le motivazioni per la mobilitazione: “Siamo di fronte a proposte del Governo che cancellano interi articoli dello Statuto dei lavoratori, provocando il peggioramento dei diritti, delle tutele e della dignità di tutte le persone nei luoghi di lavoro. Se i provvedimenti dell’Esecutivo diventeranno legge, i lavoratori licenziati ingiustamente non potranno più riottenere il proprio posto di lavoro ma solo un indennizzo economico, sarà possibile il demansionamento dei lavoratori e il loro controllo a distanza”.  Ma Landini ha anche parlato di sindacati: “Penso ci sia bisogno di una riforma del sindacato, ma ciò che oggi si propone non è un’estensione dei diritti, ma togliere di diritti a tutti. Il lavoro va tutelato. Il sindacato è un diritto delle persone che lavorano, ci vuole una legge sulla rappresentanza, i lavoratori devono votare ciò che noi sottoscriviamo”.  Intanto il 26 e 27 settembre a Cervia, in Emilia, ci sarà l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Fiom-Cgil che decideranno nel dettaglio come svolgere la manifestazione. Per quanto riguarda l’8 novembre invece, scenderanno in piazza i lavoratori dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil per una manifestazione sulla riforma della pubblica amministrazione  e soprattutto per rivendicare il diritto al contratto nazionale di lavoro per i lavoratori pubblici e privati.  Insomma, senza mobilitazioni il rischio denunciato della Fiom è quello che Renzi e soci ci facciano ripiombare all’ ’800.

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