Firenze. Ponte Vecchio affittasiTribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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Firenze. Ponte Vecchio affittasi

Sabato scorso il celebre Ponte Vecchio di Firenze è stato affittato a dei privati per una cena esclusiva. Alcuni hanno criticato aspramente l’evento, mentre altri non si sono detti così infastiditi visto che una parte del ricavato sarà reinvestito nella manutenzione della statua del ponte. Ma può un monumento così emblematico per la città diventare, anche se per poche ore, di esclusivo appannaggio di pochi facoltosi?

Fonte: Oltremedia

Prendete  un monumento simbolo di Roma come il Colosseo e immaginatelo chiuso al pubblico un sabato pomeriggio qualsiasi. Prendete poi qualche bellimbusto in giacca e cravatta a spiegare, gentile, alla gente ignara, che no, il Colosseo questo pomeriggio è chiuso per i non invitati, causa “festa privata” (manco fosse un centro ricevimenti o un locale esclusivo). Ed eccoli lì infine, gli invitati: qualche decina di ricchi facoltosi provenienti da chissà quale parte del mondo a godersi il monumento per una sera “tutto per loro”. Con tanto di banchetto, sia ben chiaro. Così mentre fuori i poveri mortali a discutere, dentro la creme de la creme del mondo imprenditoriale o dell’alta finanza a mangiare caviale e champagne.No, non è un incubo o una brutta storia frutto di fervida immaginazione. E’ quello che è successo a Firenze, dove sono addirittura riusciti a superare la ricostruzione fantasiosa di un Colosseo affittato per feste radical chic; nel capoluogo toscano hanno persino affittato una strada! Non una qualsiasi. Il Ponte Vecchio.

Il fatto è accaduto lo scorso sabato e ha seccato a dir poco non pochi fiorentini. Qualcuno dell’amministrazione comunale, infatti, avrebbe pensato bene di concedere per “sole 5 ore” il Ponte Vecchio per l’uso esclusivo della “Ferrari Cavalcade” evento in occasione del quale si è tenuto una cena di gala proprio sul celeberrimo monumento di Firenze. Vasi alle due entrate del ponte e personale privato, gentile ma irremovibile, a sbarrare la strada a chi volesse andare al di là del fiume. Fuori la rabbia e lo sgomento di molti cittadini ignari della manifestazione. Dentro ambiente riservatissimo e tavolini disposti lungo il ponte in una cornice mozzafiato per i soli facoltosi invitati che solo una bellissima città come Firenze può offrire.

“Una vergogna, siamo venuti qui a Firenze per un solo giorno e ci è stato impedito di visitare un monumento come il Ponte Vecchio – racconta Ilaria, turista inviperita – Così si svende un patrimonio”. Come lei tanti altri visitatori anche stranieri che hanno stentato a comprendere il motivo della chiusura del Ponte. Anche i fiorentini non l’hanno presa proprio bene. C’è chi ad esempio è stato costretto ad allungare, e non di poco, il proprio tragitto per passare da una parte all’altra del fiume, magari con le buste della spesa, chi avrebbe voluto vedere le vetrine degli orafi, chi ha vissuto l’affitto di un monumento che fa parte dell’identità di una popolazione come un vero oltraggio. Si, perché Ponte Vecchio, oltre ad essere un simbolo, è pure una via di comunicazione, seppur solo pedonale.

In minoranza invece coloro che hanno commentato positivamente l’iniziativa. «Il Comune ci aveva avvisato molto tempo fa – ha spiegato la titolare di una gioielleria del ponte -, ci è sembrata una bellissima iniziativa e abbiamo aderito. Chi fa polemiche è contro Renzi e coglie qualsiasi occasione per attaccarlo». Più pragmatico il titolare di una bancarella limitrofa all’imbocco del ponte: «In un momento di crisi come questo se il Comune prende dei soldi e li rinveste in strade, asili e altro, io sono d’accordo».

Già, i soldi. Si perché proprio la tutela del patrimonio artistico e culturale in Italia sembra essere diventata ultimamente una sorta di emergenza nazionale. Con l’Unesco che sta lì a guardare vigile, pronta a prendere provvedimenti, sulle incurie cui sono sottoposti gli innumerevoli siti dalla stessa segnalati di cui si fregia il nostro Paese. Così in un momento in cui impazzano le polemiche sul degrado del sito archeologico di Pompei, ecco che anche a Firenze si pone il problema del compromesso tra la necessità di attingere a nuove risorse necessarie per mantenere il decoro dei monumenti e l’esigenza di non svendere per questo un patrimonio della collettività. E allora ecco che si comprendono bene le polemiche che ruotano attorno alla amministrazione Renzi dopo questo nuovo scivolone. Saranno pure tanti quei 100mila euro d’affitto pagati dalla Ferrari Cavalcade 2013, con tanto di 20mila euro destinati al restauro di una statua, sarà stata anche relativamente breve la durata della manifestazione, ma alcune questioni restano: possibile che nel bilancio di una città come Firenze non si trovino 20mila euro per restaurare una statua? E’ comprimibile il diritto di tutti a godere liberamente di un monumento che è parte della storia e della identità di un popolo?

Michele Trotta

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