Flussi migratori: l'Europa si prenda le sue responsabilitàTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Flussi migratori: l’Europa si prenda le sue responsabilità

Nel 2012 sono stati accolti 7.823 richiedenti asilo e rifugiati. E’ uscito il rapporto 2012/2013 dello SPRAR- Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati- e i dati sono molto interessanti. Come punto di partenza per l’integrazione in Europa.

Fonte: Oltremedianews

Cos’è lo SPRAR? E’ il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ed è costituito dalla rete degli enti localiche per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Ogni due anni lo SPRAR elabora una sintesi di dati raccolti sul campo che si mescolano in un rapporto curato da Cittalia, quello 2012/13 è stato presentato a Roma pochi giorni fa.

Dei 7.823 rifugiati, il 71,5% delle persone accolte ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni e proviene principalmente da Afghanistan, Somalia, Nigeria, Pakistan ed Eritrea.
Il 30% degli accolti dallo SPRAR nel 2012 ha richiesto la protezione internazionale, il 26% è titolare di protezione sussidiaria, il 24% ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari, al restante 20% è stato riconosciuto lo status di rifugiato.

Percentuali che aiutano a capire più a fondo il fenomeno, che tanto preoccupa l’Italia ma che poche volte viene davvero studiato. Le nazionalità più rappresentative sono: l’Afghanistan (14,5%), la Somalia (9,1%), la Nigeria (8,4%), il Pakistan (7,9%) e l’Eritrea (7,8%). L’80,1% degli accolti è di sesso maschile, il 22,3% ha una famiglia a carico. I minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo accolti sono stati 358 in più rispetto al 2011. Sono le donne che non intraprendono ancora quasi mai il viaggio da sole.
Il rapporto fornisce dati anche riguardo alla situazione delle domande di protezione internazionale in Italia. Nel 2012 sono state presentate oltre 17.300 domande di protezione internazionale, all’incirca 20.000 richieste in meno rispetto al 2011.

Le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale hanno complessivamente esaminato 29.969 istanze, ed hanno assegnato al 6,8% lo status di rifugiato, al 15% lo status di protezione sussidiaria e al 51,6% è stato proposto il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. (Le altre domande sono state rifiutate).
Lo SPRAR nel triennio 2014-2016 è passato da 151 a 456 progetti locali, con il coinvolgimento di 375 Comuni, 30 Province e 10 Unioni di Comuni. Ciò significa che i posti finanziati per l’accoglienza sono 13.020 a cui se ne aggiungono 6.490 messi a disposizione dagli enti locali per eventuali ampliamenti in caso di necessità.
Il Lazio è una delle regioni protagoniste poiché passa da 456 a 4.463 posti. In particolare Roma, nonostante la rete SPRAR voglia privilegiare un sistema di accoglienza diffuso, vede la messa a sistema di 3mila posti.

Dal rapporto e dai commenti allo stesso emerge che l’Europa non comprende come oggi coesistano procedure di respingimento che entrano in contrasto con il salvataggio e l’accoglienza. Questo non può più essere possibile. L’UE vede ancora con occhio schivo i flussi migratori come un’emergenza ma non fa niente per placare l’urgenza, in realtà. Sono pochissimi i paesi europei dove il coordinamento locale incrementa così tanto i servizi, collegandosi a livello nazionale.
Il 2014 è un anno importante anche perché l’Italia avrà la presidenza dell’Unione Europea, un’ottima occasione per portare il problema dei flussi migratori all’attenzione di un pubblico più ampio, affinché sia condiviso e a livello europeo, auspicabilmente, risolto.

Veronica Di Benedetto Montaccini

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