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domenica , 22 gennaio 2017
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Oggi alle 17 il Cavaliere ha convocato gli azionisti di minoranza del suo partito per decidere sul futuro del Popolo delle Libertà. Secondo quanto emerso nelle ultime ore si discuterà della ricostituzione di Forza Italia e dell’azzeramento di tutte le cariche. Il paradosso è che da un lato Berlusconi fa dell’investitura popolare il vessillo della sua autorevolezza, ma dall’altra non esita a prendere decisioni cruciali senza minimamente preoccuparsi dei suoi elettori e degli iscritti al partito. 

Fonte: Oltremedianews

Oggi alle 17:00 Berlusconi ha convocato l’ufficio di Presidenza del Pdl per decidere tempi e modalità del ritorno a Forza Italia, che ormai sembra essere diventata l’unica possibile alternativa al naufragio. Alla riunione saranno presenti i 24 membri, o meglio azionisti di minoranza, del Partito e il segretario Alfano, ma non i quattro ministri del governo Letta.

Nelle ultime ore proprio l’attuale vicepresidente del Consiglio Alfano pare che abbia tentato di scongiurare in tutti i modi l’incontro, portando a sostegno della sua istanza un nutrito numero di firme di deputati e senatori del partito. Egli teme infatti che si crei una situazione simile a quella di qualche settimana fa, in cui la spaccatura del Partito e la conseguente fine dell’esperienza del governo Letta parevano ineluttabilmente vicine. Ovviamente la richiesta è stata completamente disattesa e in reazione alla proposta di Alfano si sono mossi i cosiddetti “falchi”, che sarebbero pronti alla spaccatura con la frangia centrista del partito per dar vita assieme al Cavaliere la sempreverde Forza Italia. Quest’ultimo avrebbe infatti in mente di cambiare il nome del partito, di escludere qualche “colomba” e di azzerare tutte le cariche vigenti per poi provocare la crisi del governo Letta ed andare il prima possibile alle elezioni sperando in un nuovo miracolo di istrionismo politico.

L’accelerazione del leader sul ritorno a Forza Italia, dopo la frenata di qualche settimana fa, sarebbe secondo alcuni da imputare all’aggravamento della sua posizione penale. Infatti le nuove inchieste della Procura sulla compravendita di alcuni senatori nel 2006 per far cadere l’allora governo dell’Unione di Prodi, avrebbero turbato non poco la già precaria serenità di Berlusconi, che scalpita per riadattare le vesti giudiziarie alle forme del suo corpo. Nulla di particolarmente nuovo insomma.

La cosa che più sconvolge della vicenda, ma nemmeno questa è infondo una novità, è la conduzione interamente personale – al più familiare se Marina Berlusconi dovesse diventare la nuova segretaria di partito – del partito di centrodestra italiano. Nemmeno personalità come Cavour o De Gasperi arrivarono mai a tanto. Capita dunque così che si proclama la superiorità di Berlusconi alla vigenza della legge in nome dei milioni di italiani che l’hanno votato, ma dall’altro l’organizzazione di quello stesso partito avviene nel modo meno attento possibile alle istanze di questi elettori. Forse perché tradizionalmente l’elettorato di centrodestra è meno sensibile di quello di sinistra alle vicende politiche del suo partito? Chissà, non spetta a noi giudicarlo. Ciò che è certo è che i membri del Pdl annaspano dinnanzi allo strapotere di colui che si comporta come il padrone, gli iscritti al partito non figurano da nessun altra parte che nel libro dei soci e i tanto acclamati elettori sono completamente estromessi dai processi decisionali.

L’assise di oggi assomiglia molto ad un’assemblea di una Società per azioni comandata al 99% da un solo socio, che dispone a suo piacimento degli amministratori da lui nominati e del patrimonio del restante uno percento. I soci di minoranza si recheranno timidamente al cospetto del dominus che deciderà del loro futuro (se non altro per il fatto che molti di loro ricoprono ruoli istituzionali o dirigenziali grazie a Berlusconi che li ha voluti nella sua impresa personale senza che questi avessero la ben che minima esperienza politica) e gli amministratori della società, come nel caso delle società formalmente gestite da un solo socio, non potranno che assecondare i suoi voleri oppure abbandonare la nave.

Fabrizio Leone

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