Foucault, Kubrick e la disumanità della (cripto) monetaTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Foucault, Kubrick e la disumanità della (cripto) moneta

Una delle pecche più rilevanti – secondo chi scrive – delle scienze economiche è lo studio poco approfondito della moneta.

Fonte: Zeroconsensus

Gli economisti conoscono credo abbastanza bene il comportamento della moneta (quantità M1, M2, M3, velocità di circolazione, moltiplicatore dei depositi, trappola della liquidità e quant’altro) e le funzioni che essa svolge (misuratore di valore, facilitatore degli scambi e riserva di valore). Ma una definizione approfondita di moneta solo pochi economisti hanno provato a darla.

Al contrario i filosofi, fin dall’antichità, si sono interrogati sull’essenza di questo strumento. Secondo Aristotele “la moneta è legge”, non è ricchezza in se, ma è il simbolo (accettato per legge) che rappresenta la ricchezza (1). Tra i contemporanei credo sia estremamente originale il pensiero di Michel Foucault che inserisce l’economia nei meccanismi regolatori tesi ad “assicurare” il biopotere (2). E quale può essere il principale strumento regolatore se non la moneta che è il simbolo con il quale è rappresenta la ricchezza e addirittura – per dirla con Platone – è essa stessa Legge?

Non sembri l’argomento astratto. L’argomento è assolutamente concreto. Tanto per fare un esempio le guerre ideologiche tra economisti sulla necessità di “stampare moneta” sono da un lato di primaria importanza nella vita di tutti i giorni e dall’altro lato sono guerre dove ambe le parti portano – troppo spesso – argomenti monetari “mutilati” perché non è chiara (in certi casi è addirittura assente) una definizione di moneta che sia perlomeno plausibile.

In questo dibattito (mutilato) a mio modo si inserisce un altro argomento di assoluta e stringente attualità: la nascita delle cripto-monete. Per cripto-monete (3)  intendo le monete elettroniche che sono nate in pochi anni e che vengono usate nelle transazioni via internet.

Prima che il lettore sprovveduto faccia un sorrisino, faccio notare che (a) il cambio tra bitcoin e dollaro USA ha raggiunto i 900 dollari per bitcoin, (b) che sta per nascere ilprimo fondo quotato nella borsa USA e denominato in bitcoin e (c) che anche i banchieri centrali sono costretti ad occuparsene.

Premesso che nell’economia del discorso che sto facendo non ha nessuna importanza analizzare il modo (se c’è) di fare soldi con le varie cripto-monete e se esse siano o meno un buono o cattivo investimento, vorrei dire che esse si sostanziano – nella mia visione - per due caratteristiche:

1) Per la prima volta si rompe il tabù che la moneta debba essere emessa da un autorità superiore (Sovrano, banca centrale, banche commerciali) ma che possa nascere dal basso;

2)Per la prima volta si è rotto il tabù che a governare la moneta (in particolare la quantità di moneta offerta) non è (in questo caso specifico) un essere umano o un gruppo di esseri umani più o meno competenti e illuminati, ma un programma informatico che lo fa in base a quanto stabilito aprioristicamente da un algoritmo e al di là delle contingenze del ciclo economico.

Come dicevo, non importa se le cripto-monete attualmente esistenti sopravviveranno, ciò che conta è che per la prima volta sono stati rotti dei tabù che esistevano da millenni: quando si rompe un tabù è impossibile tornare indietro.

Come ci si deve porre di fronte ad una cripto-moneta, vista come strumento di biopotere, che non è più regolata da uomini (preparati o incompetenti, malvagi o buoni ma pur sempre uomini) ma è regolata da un algoritmo così come HAL 9000regolava la vita degli astronauti dell’Odissea kubrickiana?

Vista questa enorme rivoluzione (4) che depotenzia di molto la Legge “comunque” umana (5), assume - secondo me - la caratteristica dell’urgenza lo studio sulla natura più profonda della moneta. Non affrontare questo tema trasformerà la scienza economica  in nulla più che una “stregoneria” dove gli stregoni (ricercatori professionali o economisti) e gli apprendisti stregoni (cultori della materia o commentatori) non sono nulla più che adoratori di feticci (ognuno il suo preferito, Hayek, Keynes, Marx o chiunque altro).

(1) «Infatti, il più delle volte si ritiene che la ricchezza consista in una quantità di moneta, giacché è la moneta ciò su cui sembra concentrarsi il commercio. E tuttavia, accade una buona volta che la moneta appaia invece come peculiare “non…senso”, cioè come qualcosa la cui natura è di essere interamente legge – e non qualcosa che sorga da sé e in vista di sé -, dal momento che, quando coloro che ne fanno uso l’hanno effettivamente scambiata, essa non ha più alcun valore, e nemmeno è di una qualche utilità per le necessità della vita. E in effetti, un uomo ben provvisto di moneta può trovarsi a mancare degli alimenti a lui necessari. Ma sarebbe davvero assurdo che la ricchezza fosse tale che un uomo ben provvisto di essa si trovasse a morire di fame, come Mida nel mito: al quale, per via della sua ingorda preghiera, tutto ciò che gli veniva offerto si trasformava in oro.»
Aristotele, Politica, Libro I, 1257b 8-17

(2) Zanini Adelino, L’ordine del discorso economico – Linguaggio delle ricchezze e pratiche di governo in Michel Foucault, Feltrinelli

(3) (le più importanti sono la bitcoin e la Litecoin, ma ne abbiamo una anche “socialista”: la Freicoin

(4) Per chi scrive le cripto-monete circoleranno insieme alle valute statale. Probabilmente ci saranno anche convergenze, nel senso che nel circuito della moneta statale” ci saranno “prodotti finanziari” denominati e/o convertibili in cripto-moneta e viceversa. Questa è già una enorme rivoluzione in parte già in atto che intacca sostanzialmente il potere statale e il potere delle banche commerciali e degli altri attori finanziari. Credo improbabile, almeno in un futuro immaginabile, che la cripto-moneta faccia sparire completamente le monete emesse dagli stati.

(5) (quanta moneta? Chi lo stabilisce? Le leggi antiriciclaggio statali come le si fa rispettare? Come imporre tributi e chi è legittimato a farlo? Ecc.)

di Giuseppe Masala

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