Francia in fiamme per il "Jobs Act"Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Francia in fiamme per il “Jobs Act”

I cosiddetti Jobs Act sembrano piacere molto all’Europa e ai politici, meno ai cittadini che sono scesi in piazza per protestare contro la riforma del lavoro accusandola di voler rendere più semplici i licenziamenti. Il governo Valls però non sembra fermarsi di fronte a nulla e il mainstream accorre a difesa del ministro cercando, come al solito, di ridicolizzare chi protesta. 

Sono tempi difficili quindi, cari cittadini, zitti e mosca e accettate quello che i vostri “illuminati” governi decideranno per voi. Si potrebbe riassumere così il taglio dato da alcuni media italiani ed europei alla notizia di scontri e proteste a Parigi. Migliaia di manifestanti, e sottolineiamo migliaia non poche centinaia, sono scese in pazza per urlare la propria rabbia nei confronti del Jobs Act alla francese deciso dal governo di Manuel Valls, una riforma del lavoro che prevede tra le altre cose una definizione più precisa dei criteri di difficoltà economica che giustificano le famose ristrutturazioni aziendali, ovvero nella sostanza rendere i licenziamenti più semplici in nome della ripresa economica. Non solo, la riforma del governo prevede anche un tetto per il risarcimento in caso di licenziamento abusivo e soprattutto maggiore flessibilità per le imprese nell’aumento degli orari di lavoro nei periodi eccezionali, il che significa ancora una volta ovviamente riforme completamente sbilanciate a favore delle aziende e ai danni dei lavoratori. Giornali come Internazionale fanno notare non senza un certo disprezzo che gran parte dei manifestanti sarebbero “in gran parte legati alle organizzazioni giovanili della sinistra e ad alcuni sindacati“, come se questa fosse una colpa di per sè, tradendo quindi di essere tutto tranne che imparziali e perdendo di conseguenza ogni credibilità. Da parte loro i manifestanti accusano la legge della ministra El Khomri di voler smantellare tutta una serie di diritti acquisiti, evidentemente una cosa non così importante per il mainstream europeista che vede nel neoliberismo l’unica soluzione possibile a una crisi che peraltro è stata provocata proprio dal neoliberismo. Internazionale sembra quasi ironizzare nei confronti degli studenti di sinistra che accusano El Khomri di aver scritto la riforma assieme alla confindustria francese, e anche questo è uno specchio dei tempi.

E invece migliaia di manifestanti, compresi studenti, operai, disoccupati e militanti di sinistra e sindacati, hanno voluto manifestare la loro contrarietà bloccando la capitale. La Tour Eiffel è stata bloccata per tutto il giorno e anche le scuole sono state occupate mostrando come si sia trattato di una protesta di massa. Il bilancio della giornata parla di scontri molto duri con la polizia e di decine di arresti e soprattutto della terza manifestazione di piazza in meno di un mese contro il governo. E il bello è che proprio come in Italia quelli che sono favorevoli a tale riforma sostengono che porterà a nuove assunzioni, eludendo il fatto che i lavoratori avranno meno tutele, meno stabilità, meno sicurezze, come se dopotutto non fosse una cosa importante. Insomma la vulgata è sempre quella: sei favorevole alle riforme? Sei Ok e moderno. Sei contrario? Sei un gufo, un ideologico, un malpensante e anche uno scansafatiche. Un altro passo verso il pensiero unico.

Photo Credit: https://www.facebook.com/ClashCityWorkers/photos/pcb.1088518994522670/1088518871189349/?type=3&theater

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