Francia. La polveriera Mali rischia di trasformare la regione in un' "Afghanistan africano" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Francia. La polveriera Mali rischia di trasformare la regione in un’ “Afghanistan africano”

Secondo molti analisti Al Qaeda starebbe pianificando di utilizzare il Nord Africa come base di appoggio per avvicinarsi all’Europa. E il rischio è che il Mali diventi una sorta di Afghanistan africana.

MAP MALI

Al Qaeda starebbe pensando di utilizzare il Nord Africa per destabilizzare l’Europa da vicino. Lo sostengono in molti tra gli analisti, a cominciare dall’ufficiale del Pentagono Michael Maloof, intervistato da Russia Today. Secondo Maloof moltissimi terroristi di quelli che i francesi starebbero cercando di sgominare in Mali sarebbero stati in passato addestrati dagli Stati Uniti, in particolare dalle forze speciali, e sarebbero pronti a utilizzare le loro conoscenze contro le truppe americane. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di voler aiutare la Francia con il trasporto di truppe, ma alla  Casa Bianca hanno il timore che il Mali possa diventare una sorta di Afghanistan africano per le truppe francesi. Secondo Maloof infatti l’assalto in Algeria alla stazione petrolifera con i diversi ostaggi uccisi sarebbe solamente un antipasto delle capacità di coordinarsi di Al Qaeda nella regione. Il fatto davvero tragico secondo Maloof sarebbe proprio il fatto che tali guerriglieri sono stati addestrati e armati proprio dagli Stati Uniti, e quindi conoscono il loro modus operandi. Molti dei guerriglieri che oggi combattono per Al Qaeda nel Maghreb Islamico prima erano Tuareg che sono stati dispiegati tanto in Libia, quanto in Mali.  In Mali vi sarebbero gruppi sia di origine interna che di origine esterna. Ci sono combattenti stranieri che hanno fatto parte di Al Qaeda in passato, e viene quasi da pensare che i terroristi vogliano circondare l’Europa. Insomma, le truppe francesi presenti in Mali rischiano di venire  coinvolte in una battaglia di lunga durata e dall’esito incerto. E a rischio ci sono anche tutti gli investimenti occidentali nell’area. Solo che a differenza dell’Iraq e dell’Afghanistan, questa volta ci si trova a poche centinaia di chilometri dall’Europa. E viene anche da pensare che la destabilizzazione di Libia e Tunisia di qualche mese fa abbia compiuto una sorta di effetto domino che si è propagato fino nel cuore dell’Africa.

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