Francia sulle barricate contro il Jobs ActTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Francia sulle barricate contro il Jobs Act

La mobilitazione contro la riforma del lavoro voluta dal presidente Hollande va avanti senza sosta e rischia di mettere il paese in ginocchio. Si assiste alla saldatura delle proteste tra operai e studenti, uno schieramento eterogeneo che va dalla Cgt fino ai ragazzi di Nuit Debout. E la Francia ci insegna che la storia non è scritta, non ancora almeno.

Alla fine Hollande cederà? In realtà non è più nemmeno questo l’importante, quello che interessa sottolineare è come un intero paese, la Francia, abbia deciso di reagire alle ennesime misure antipopolari scendendo in piazza e paralizzando il Paese. Contro la riforma del lavoro del governo Hollande in Francia è sceso in piazza uno schieramento vasto ed eterogeneo composto da studenti, attivisti, sindacalisti, lavoratori, precari, semplici cittadini e i ragazzi di Nuit Debout, uno schieramento determinato a lottare fino alla fine perchè, in effetti, le riforme del governo decreteranno la parola “fine” al lavoro come lo conoscevamo. In realtà in molti in Italia guardano ammirati alla Francia dimenticando che anche in Italia si provò a realizzare delle proteste, ma la sinistra italiana è ormai troppo frammentata e sfiduciata, forse più che in Francia dove un sindacato serio, la Cgt, sta riuscendo a dare corpo e prospettive di lotta alla piazza. Non a caso in Francia i manifestanti sono riusciti a bloccare depositi petroliferi e raffinerie, facendo aleggiare lo spettro del blocco totale.  Philippe Martinez, leader della Cgt, ha chiesto l’immediato ritiro della riforma del lavoro, una riforma che è stata approvata senza il via libera del Parlamento sfruttando la procedura 49-3. Insomma una situazione esplosiva nella quale la polizia utilizza le maniere forti per sgomberare gli accessi ai siti petroliferi ma con i lavoratori che non si sono lasciati intimidire e intendono continuare la lotta a oltranza. Un governo quello di Valls e Hollande sordo alle proteste popolari e che utilizza la polizia per reprimere come abbiamo visto in diversi paesi di questa Europa che ha già fallito nei cuori degli europei. E lo sciopero al posto che fermarsi si allarga, con il 2 giugno che andrà in scena lo sciopero illimitato e totale di metro e bus a Parigi, uno sciopero che rischia di bloccare il paese e a cui seguirà quello del 3 giugno dell’aviazione civile. Insomma un braccio di ferro in piena regola con il governo Hollande determinato a usare ogni mezzo per andare avanti anche perchè se dovesse cedere si creerebbe un precedente pericoloso all’interno dell’Unione Europea e altri paesi potrebbero prendere spunto.

Tribuno del Popolo

 

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