Friedman, la Shock Economy e i lupi travestiti da agnelliTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Friedman, la Shock Economy e i lupi travestiti da agnelli

Friedman, la Shock Economy e i lupi travestiti da agnelli

Milton Friedman voleva annullare qualsiasi tipo di controllo dello Stato in economia e questo lo portò a elaborare la “Shock Economy”, ovvero il tentativo di creare delle situazioni di emergenza in un Paese per costringere i suoi cittadini ad accettare ogni genere di privatizzazione selvaggia utilizzando lo “Shock” come leva. Pinochet in Cile fu uno dei primi banchi di prova, ma osservando all’Occidente del XXI secolo sembra quasi che le teorie di Friedman siano diventate il nuovo pensiero unico. 

Lo Stato è diventato il grande obiettivo da distruggere per tutta una scuola di economisti che ha trovato in Milton Friedman il proprio vate. Inutile dire che senza Stato chi si può avvantaggiare a dismisura sono i potenti intesi nel senso più ampio del termine, che privati delle “catene” statali possono essere liberi di perseguire l’unica cosa che ha valore per un privato: il profitto. Da qui il suggerimento di Friedman di privatizzare tutti i servizi, dalla scuola alla sanità, riducendo al minimo possibile il welfare, e persino imporre tasse uguali per tutto senza distinzioni di reddito. Una sorta di paradiso per chi si trova in una posizione privilegiata, e ben si comprende come mai i ceti medio alti di tutto il mondo occidentale abbiano scelto proprio il neoliberismo come ideologia. Il marxismo è chiaramente l’esatto opposto, e di conseguenza l’eliminazione dello Stato è divenuto anche un mezzo per eliminare il marxismo, che nel XX secolo ha fatto sudare freddo le classi privilegiate. Notare che il neoliberismo, a differenza del marxismo o delle teorie keynesiane è basato unicamente sul fanatismo dal momento che non esiste alcuna prova che funzioni, anzi, ovunque è stato applicato ha consentito a pochi di fare affari miliardari e a molti di piombare nella miseria. Chiaramente le banche, la finanzia internazionale, le multinazionali, le lobbies e tutti coloro che hanno un ruolo di potere, hanno tutto l’interesse a imporre il neoliberismo, e il “capolavoro” è stato far credere alla stragrande maggioranza della popolazione che il neoliberismo andava bene anche per loro! Del resto la cosiddetta “Shock Economy” prevedeva esattamente di sottoporre un paese a un fortissimo shock per costringere la popolazione ad accettare qualsiasi riforma senza protestare. Se ci pensate non è+ forse quello che sta accadendo in Occidente dal 1989 a oggi?Se ci pensate non è esattamente lo stesso scenario che ci troviamo di fronte nella crisi scoppiata nel 2008? C’è la crisi e quindi bisogna fare sacrifici, dove quel “bisogna” diventa a nostro dire esattamente l’applicazione di quella Shock Economy con lo spread e la finanza che hanno preso il posto del manganello e dei golpe militari. Ed è chiaro che la globalizzazione si lega a doppio filo con il neoliberismo, laddove i singoli governi vengono letteralmente estromessi quando non aggirati dalle “leggi di mercato” che ormai travalicano i singoli confini al punto che l’economia è diventata persino più importante della politica. Insomma potremmo dire, semplificando non poco, che il neoliberismo sia l’ideologia dei “pochi” che vogliono tenere soggiogati i molti, mentre il “comunismo” sia l’ideologia dei molti che vogliono appropriarsi della gestione della società per un bene condiviso. E in questo contesto diventa poi quasi logico vedere nel fascismo e nell’autoritarismo ribellistico ancora presente niente altro che un altro modo del neoliberismo per applicarsi.  Del resto è stato proprio con il nazismo e il fascismo che i grandi industriali hanno fatto affari d’oro sulle spalle dei lavoratori, ed è stato proprio con i regimi di estrema destra in Sudamerica ad esempio che le multinazionali sono riuscite a imporsi. Lupi travestiti da agnelli che dietro una cornice democratica utilizzano come dogma una ideologia estremista come quella neoliberista che però i media cercano di far passare come l’unica ideologia possibile, come l’ideologia della morte delle ideologie, che poi altro non è che un mostruoso pensiero unico che vuole negare a chi è escluso dal benessere anche i mezzi per rivendicare giustizia. I mezzi di cui invece parla Karl Marx, che non caso qualcuno preferirebbe non fosse mai nato.

Gb

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