Funerali di Rauti all'ombra dei camerati: una vergogna tutta italiana | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Funerali di Rauti all’ombra dei camerati: una vergogna tutta italiana

Ieri in occasione dei funerali di Pino Rauti, storico leader della destra neofascista italiana, i presenti hanno duramente contestato la presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Non contenti hanno intonato cori per il Duce, mettendo in mostra il peggio che può offrire il nostro Paese di fronte alle telecamere.

Camerata Pino Rauti” intonava ieri un uomo di mezzetà calvo che indossava abiti stile ventennio, “Presente”, gli hanno risposto i camerati in diretta tv, mentre la tomba di Pino Rauti, avvolta in una bandiera italiana, sostava all’ingresso della chiesa. Quando è arrivato Gianfranco Fini, ex compagno di merende del neofascismo, i camerati arrabbiati lo hanno accolto urlandogli “Fuori, fuori” per impedirgli di entrare a tributare i suoi omaggi a Pino Rauti, uomo cui Fini doveva molto per la sua carriera politica e la sua formazione. A quel punto i camerati hanno mostrato il loro vero volto, quello bestiale che si pensava fosse relegato ormai al XX secolo, e che invece rimane nell’ombra, strisciando fuori alla prima occasione. Così le telecamere di tutta Italia hanno ripreso i camerati urlare “Duce Duce” impunemente, alzare il braccio nel virile saluto romano, ostentando simbologia, slogan e anche le parole di un passato innominabile, un passato con cui non si è mai voluto fare i conti fino in fondo. A noi sinceramente vedere quei personaggi inneggiare a Mussolini ha lasciato un’amarezza difficilmente esprimibile a parole. E’ vero, non ci dispiace per nulla che sia morto un personaggio come Pino Rauti, forse saremo insensibili, ma a noi proprio non piacciono coloro che hanno passato la loro vita politica a cercare di riproporre il fascismo in nuove forme, senza mai rinnegare il passato o ammettere le inaudite violenze da esso causato; cosa che almeno Fini, gli va dato atto, ha fatto. Per quanto ancora assisteremo inermi e impotenti a questo verminaio di revanchismo fascista? Per quanto ancora la Costituzione antifascista verrà violentata dalla presenza nella vita civile del paese di questi personaggi vomitati dai meandri più reconditi della storia? La legge Mancino è uno strumento che, almeno ogni tanto, andrebbe utilizzato. Perchè i fascisti quando possono agiscono, e usano anche la violenza pur di ottenere i propri turpi fini. Forse, senza usare la violenza, sarebbe necessario fare pressioni sulle istituzioni del Paese ricordando loro che dovrebbero essere antifasciste, e non anti-antifasciste come spesso invece accade quotidianamente nelle strade. Il protagonismo di queste bande nere dovrebbe spaventare tutta la società civile, e la storia dovrebbe ricordare che i fascisti, purtroppo, non si combattono facendo dei passi indietro. Bisogna affrontarli utilizzando ogni mezzo: la legge, la cultura, la mobilitazione, la storia. Ed è una missione che abbiamo tutti, come cittadini.

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