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martedì , 17 gennaio 2017
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Fuori Frati dalla Sapienza

Ieri mattina gli studenti dei collettivi autorganizzati della sapienza hanno protestato prima nella sede di Laziodisu e poi facendo irruzione nel rettorato per chiedere le dimissioni del Rettore, Luigi Frati.

Tratto da Oltremedia

Chiedere le dimissioni di Frati, questa la rivendicazione degli studenti e delle studentesse dei collettivi autorganizzati della Sapienza che ieri mattina hanno fatto irruzione nel rettorato.

Frati ancora una volta finisce nel mirino, questa volta non solo degli studenti o dei media di turno, bensì della magistratura che ha aperto un’inchiesta sul suo operato da primario del Policlinico; secondo i Nas, sarebbero state falsificate le cartelle proprio per nascondere la mancata vigilanza del primario.”Vogliamo esprimere la nostra rabbia nei confronti di un sistema marcio come quello dell’ateneo La Sapienza. Anni di riforme, di ogni matrice partitica, hanno accentrato il potere attorno alla figura del Magnifico e hanno spianato la strada ad una gestione dell’Università pubblica a favore delle lobby di potere, trasformandola in una vera e propria azienda.” queste le parole degli studenti.

In conseguenza di questa ennesima ribalta negativa che incombe sul Magnifico, gli studenti hanno deciso di mettere in atto un’azione forte che serva a denunciare lo stato in cui perpetra l’ateneo più grande d’Europa.

Tasse che aumentano a dismisura, spazi sociali vietati e l’esternalizzazione per i servizi; ad esempio quelli relativi alle pulizie, al giardinaggio, alla vigilanza e ultimo, solo cronologicamente, la concessione ad un’azienda esterna del servizio telematico di registrazione degli esami al costo di 1milione di euro.

Proprio ieri il sito della facoltà di giurisprudenza è andato in tilt, le voci di corridoio dicono che si tratti di un mancato pagamento del dominio.

Più azienda che università.

Mentre nei confronti degli studenti sono state spiccate multe ingenti per la somministrazione abusiva di bevande alcoliche durante iniziative di socialità da loro organizzate, a grandi multinazionali come la Ceres o la Redbull, il rettorato ha consentito di utilizzare l’Università a scopi commerciali.
Ormai ogni giorno la “cittadella” è invasa da stand di vario genere.

Le aule

A far incrementare la rabbia degli studenti c’è la mancanza di aule, che spesso li obbliga a seguire le lezioni in situazioni di insicurezza.

La tensostruttura montata di fretta e furia quest’estate per ovviare al problema delle aule è costata 598mila euro; è stata collocata al centro del pratone, storico spazio di socialità dell’ateneo i cui lavori sono stati assegnati senza una gara d’appalto ma a chiamata diretta, “data l’urgenza del problema”, hanno affermato gli addetti ai lavori.
Una struttura gigantesca di poliestere coperto con uno strato di PVC che quando piove impedisce agli studenti di seguire le lezioni perché il rumore diventa assordante, copre la voce del professore di turno.

In tante occasioni è stato proposto, da parte degli studenti, di utilizzare l’Aula magna, l’aula più grande dell’ateneo, per ovviare al problema delle aule, sostenendo che “L’aula magna viene usata da Frati per fare i propri comodi, organizzare iniziative estemporanee a cui partecipa lui e con i suoi adepti”.

Le biblioteche

Ma a mancare sono anche gli spazi per poter studiare, le biblioteche chiudono sempre prima a causa della mancanza di personale, conseguente ai tagli delle varie riforme.
Gli studenti hanno cercato di ovviare alla chiusura offrendosi come volontari nel tenerle aperte anche dopo l’orario di chiusura, ricevendo un secco no.

Le borse di studio

Altro problema è quello delle borse di studio, ormai da mesi gli studenti stanno aspettando l’erogazione di queste; prima di dirigersi verso il rettorato gli studenti hanno occupato l’ufficio centrale della sede di Laziodisu per dar voce alle loro legittime pretese.

Affermano: “Il direttore si era impegnato entro oggi a far arrivare ai borsisti la seconda rata delle borse di studio, ma ancora di questi soldi non vi è traccia.
Voi 5 mila euro di vitalizio, noi 500 euro per una stanza. Con i nostri soldi avete pagato i vostri festini”.

Insomma, la cattiva gestione è tutta certificata dagli studenti, che avendo preso coscienza dell’importante ruolo che hanno all’interno dell’università, cercano di far emergere il malaffare della gestione Frati (Rettore dal 2008).

Festa. Studenti quasi investiti dal Rettore.

Increscioso quanto accaduto giovedì scorso all’interno della città universitaria.
Mentre i ragazzi stavano allestendo lo spazio per svolgere una festa, la quale avrebbe assunto dei contenuti culturali e sociali, il Rettore non solo ha impedito lo svolgimento della stessa, ma quando gli studenti hanno cercato un confronto con quest’ultimo, dopo essersi fatto aspettare tre ore, ha pensato bene di uscire dalla porta secondaria e dirigersi rapidamente verso l’auto.

“Nel momento in cui uno di noi ha tentato di esporre le nostre ragioni e denunciare le ripetute minacce ricevute, si è girato sostenendo di “non avere niente da dire” e ha cercato di entrare in macchina spintonando violentemente una studentessa.
Una volta in macchina, ha tentato di investire alcuni di noi che gli si erano parati davanti per impedirgli di fuggire per l’ennesima volta da un confronto con noi”.

Tutto sotto gli occhi degli agenti del commissariato interno della Sapienza che dovrebbero tutelare la sicurezza degli studenti e non diventare “gli amazzoni” del Rettore.

Per evitare problemi i ragazzi hanno deciso di rinviare la festa.

La storia infinita; non è solo un titolo di un film, ma anche la storia che racchiude le vicende personali di Frati che finiscono sempre per incrociarsi con le sue attività di Rettore e Primario (assunzioni dei familiari all’interno della Sapienza).

Proprio la storia della festa ha un epilogo a dir poco imbarazzante; il giorno successivo all’incontro/scontro tra Frati e gli studenti, nella facoltà di Economia si è svolta una festa con annesso concorso di Miss economia (forse contenuti più consoni al Magnifico). Festa autorizzata e organizzata da associazioni studentesche che evidentemente sono vicine al Magnifico, altrimenti non si spiegherebbero i due pesi e le due misure utilizzate per concedere le autorizzazioni.

Contro il Governo Monti

Gli studenti e le studentesse si schierano anche contro il Governo Monti, definito rappresentante di una classe baronale privilegiata e inamovibile.

“Che se ne vada anche Monti, il barone, un alto rappresentante di questo genere di politiche scellerate. Proprio lui impone sacrifici a chi già ne fa, nascondendosi dietro un passato ed una qualifica che è proprio accademica.Sempre lui esegue i diktat di Banca centrale ed establishment europei, facendosi esecutore del processo di Bologna, il processo europeo di ristrutturazione aziendale dell’università”.

La giornata si è conclusa con un’assemblea pubblica davanti al rettorato nella quale gli studenti e le studentesse hanno espresso la voglia di iniziare una mobilitazione all’interno dell’università che porti alla denuncia e alla riappropriazione dei propri spazi.

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di Nicola Gesualdo

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