Futuro alla "greca" per l'Italia?Tribuno del Popolo
venerdì , 9 dicembre 2016
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Futuro alla “greca” per l’Italia?

Futuro alla “greca” per l’Italia?

Ricordate quando si guardava con apprensione alla situazione economica e politica in Grecia? Due anni dopo anche in Italia siamo arrivati a una situazione simile, con prospettive politiche da un lato interessanti, dall’altro preoccupanti. 

Forse, anzi sicuramente, siamo messi ancora meglio della Grecia. Ma per quanto? Ricordate quando circa due o tre anni fa osservavamo con un misto di preoccupazione e interesse quanto succedeva per le strade di Atene? Sembrano passati decenni invece era ieri, e il “contagio” al nostro Paese ormai ha raggiunto uno stadio molto avanzato. Le scene di cittadini che non possono più arrivare a fine mese e sono costretti a rinunciare alla carne e al riscaldamento ormai sono all’ordine del giorno anche nel nostro Paese, e questo è avvenuto silenziosamente, giorno dopo giorno. Certo, forse stiamo ancora meglio rispetto ai nostri cugini greci, ma per quanto durerà?

In Grecia siamo arrivati ormai al sesto anno di recessione, con il Pil ellenico ormai ridotto a un terzo e con la disoccupazione diventata ormai un vero e proprio, male sistemico dal momento riguarda un terzo della popolazione, tutto questo mentre un terzo dei greci vive sotto la soglia della povertà. La Grecia è un paese in ginocchio anche e soprattutto a causa dei tagli indiscriminati imposti dalla Troika, le stesse manovre imposte al nostro Paese che dunque rischia realmente di essere la seconda vittima dell’austerity. In tutto questo dal punto di vista politico cosa è successo in Grecia? E’ successo che il Pasok, i socialisti moderati al governo al momento della crisi, hanno visto letteralmente schiantarsi il proprio consenso elettorale, anche se a oggi sono ancora al governo in coalizione con i loro rivali di sempre, il centrodestra di Nuova Democrazia. Uno scenario per certi versi simile a quanto succede in Italia, dove il Pd ha dovuto formare un governo di coalizione con i nemici di sempre di Forza Italia. In Grecia però è successa una cosa diversa, ovvero che molti dei consensi che erano del Pasok sono finiti in mano a Syriza, il partito di sinistra radicale di Alexis Tstipiras che manca in Italia, dove il vuoto del malcontento è stato colmato nientemeno che dal Movimento Cinque Stelle, non certo un movimento di sinistra. Per non parlare di Alba Dorata, fortunatamente assente in Italia, ma un campanello d’allarme importante che segnala che quanto più il nostro Paese scivolerà nella crisi, tanto più il rischio di risposte autoritarie da destra diventerà credibile.

Imitare Syriza dunque è possibile, ma solo a fatto di usare davvero il coraggio lasciato troppe volte nel cassetto fino a oggi. Occorre avere il coraggio di rilanciare un progetto alternativo di Europa, e per farlo occorre lasciarsi alle spalle l’endemica e atavica inferiorità psicologica che ha una certa sinistra nei confronti del Pd. In Grecia Syriza ha sfidato il Pasok, e ha vinto. E in Italia?

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