G8. Damnatio Memoriae sull'occupazione israelianaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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G8. “Damnatio Memoriae” sull’occupazione israeliana

Al G8 nel comunicato finale mancava qualsiasi riferimento all’occupazione militare dei palestinesi in Medio Oriente. Una dimenticanza macroscopica che ha scatenato violente proteste tra i palestinesi.

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Si è discusso di pace al G8, eppure nel documento consuntivo finale mancava qualsivoglia riferimento all’occupazione decennale di Israele e all’occupazione militare, un’occupazione che opprime il popolo palestinese almeno da 46 anni. Nessun riferimento anche alla colonizzazione israeliana dei Territori, una colonizzazione che và avanti da anni senza che la comunità internazionale faccia alcunchè per porvi fine. Come sottolineato da “Il Manifesto” un giornalista palestinese chiamato Daoud Kuttab, che da quasi trent’anni racconta cosa avviene in Palestina, ha fatto notare che i leader del G8 non hanno invece mancato di sollecitare israeliani e palestinesi a riprendere le trattative senza precondizioni, proprio come vuole il premier Benyamin Netanyahu che non ha alcuna intenzione di bloccare l’espansione degli insediamenti chiesta dai palestinesi. “Invece di indicare chi è l’aggressore e chi rifiuta la pace, i leader degli otto Paesi più industrializzati adottano il linguaggio degli israeliani”, ha accusato Kuttab,  non mancando di rilevare il rituale appello fatto dal G8 a proseguire il sostegno finanziario dell’economia e delle istituzioni palestinesi.  Se queste sono le premesse, inutile illudersi di quello che potrebbe accadere quando arriverà John Kerry in Medio Oriente, forse il 28 giugno. Secondo molti Kerry arriverà con in tasca proposte da “prendere o lasciare”, e in sostanza Kerry dovrebbe suggerire una moratoria israeliana non annunciata di qualche mese sulle nuove costruzioni nelle colonie in modo da non “imbarazzare” Netanyahu di fronte alla sua opinione pubblica (come se gli insediamenti colonici non fossero una violazione delle leggi internazionali). E intanto i membri del governo israeliano legati ai partiti ultranazionalisti hanno già cominciato a sparare a zero contro i palestinesi , con il ministro dell’Economia, Naftali Bennett, che ha chiaramente detto di ritenere la Palestina come “una idea morta“. Ma intanto Israele va avanti con i progetti di nuovi insediamenti approvati dal governo israeliano negli ultimi mesi, e l’Occupazione continua senza soluzione di causa, senza che nessuno la ponga sul tavolo delle trattative. Basti pensare che le autorità israeliane tre giorni fa hanno impedito l’ingresso in Cisgiordania a tre artisti arabi di entrare in Cisgiordania, dove erano attesi a Ramallah per un concerto. Secondo la Ong palestinese “Applied Research Institute-Jerusalem”, il governo israeliano intenderebbe confiscare circa 2500 ettari nel territorio di Betlemme, con l’obiettivo di ampliare i confini di Gerusalemme e di realizzare il progetto della “Grande Gerusalemme”. Ma le Nazioni Unite preferiscono parlare della Siria..

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