G8. Lavoro e Siria sul tavoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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G8. Lavoro e Siria sul tavolo

Le potenze del mondo si incontrano a Lough Erne, in Irlanda del Nord, per discutere di lavoro, crescita, e soprattutto della Siria.

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Mentre è grande la confusione sotto il cielo, i grandi della terra si sono dati appuntamento in Irlanda del Nord, a Lough Erne, per la riunione annuale del G8. Molti i nodi che verranno affrontati, dall’emergenza del lavoro giovanile fino all’evasione fiscale e al tema della Siria. Si arriva a questo G8 in una situazione di estrema tensione, con la Turchia in fiamme e persino Papa Francesco che ha fatto pressioni sul premier britannico David Cameron, l’organizzatore, per auspicare un contributo del summit per un cessate il fuoco in Siria. Il vero piatto forte del G8 comunque, sarà l’incontro tra Vladimir Putin e Barack Obama, i due personaggi più famosi al mondo che però la pensano in modo molto diverso sulla Siria, con Obama che vorrebbe armare i ribelli e Putin, al contrario, che è sempre più convinto non si debbano inviare armi a chi mangia le viscere dei suoi nemici“. 

Sarà anche il  primo G8 di Enrico Letta che parteciperà con attenzione soprattutto alla prima parte del summit, dedicata ai temi dell’economia. In realtà secondo molti questo G8 sarà un pò come un crocevia verso il prossimo Consiglio dell’Ue di fine mese, e verso il G 20. Letta ha chiesto con forza che l’Italia prenda parte attiva soprattutto nel trovare misure per combattere la disoccupazione giovanile, e per farlo cercherà la sponda di Obama, un altro che dovrebbe essere in disaccordo con la via di austerity e rigore alla tedesca. Anche Hollande dovrebbe essere della partita nel chiedere un segnale forte su crescita e occupazione“. 

Ma che G8 sarebbe senza proteste? In un’Irlanda del Nord completamente blindata da migliaia di agenti di polizia, con zone rosse, no-fly zone quant’altro, Cameron ha voluto distinguersi per l’organizzazione, prevedendo in anticipo eventuali scontri e contestazioni in quel di Belfast. Oltre al dispiegamento massiccio di agenti, in un vicino campo dell’esercito in disuso sono state costruite 260 celle temporanee da utilizzare in caso di arresti e sono stati schierati veicoli con cannoni ad acqua. Si tengono d’occhio gruppi anticapitalisti e anarchici, da Belfast a Londra. Ma per il vertice in un’Irlanda del nord già dilaniata per anni dalla violenza, la minaccia la si vede anche nella dissidenza repubblicana, su cui nelle ultime settimane è montata la pressione delle forze dell’ordine, che hanno anche effettuato una serie di arresti.


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