Gaza. Dopo tanta morte, finalmente la treguaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Gaza. Dopo tanta morte, finalmente la tregua

Durerà? Nessuno lo sa ma intanto i palestinesi esultano per la tregua raggiunta tra Israele e Hamas in Egitto. Le due parti hanno concluso un cessate il fuoco di lunga durata che prevede l’apertura immediata dei passaggi tra Gaza, Israele e Egitto per il passaggio di aiuti umanitari e soprattutto di ampliare le area di pesca da tre e a sei miglia dalla costa. 

Negli ultimi tempi abbiamo scelto di parlare meno della situazione a Gaza, non certo perchè siamo indifferenti alle sofferenze strazianti del Medio Oriente ma perchè  raccontare quotidianamente di morti e bombardamenti non è cosa facile, e spesso passa persino la voglia di premere i tasti sulla tastiera leggendo quello che succede a Gaza. Ora però forse c’è finalmente una buona notizia che potrebbe interrompere l’inesorabile catena di morti che ha già portato a 2129 il numero dei palestinesi uccisi in cinquanta giorni di conflitto. Stiamo parlando della tregua raggiunta nella giornata di ieri in Egitto tra Israele e Gaza, una tregua illimitata che ha subito scatenato la gioia irrefrenabile dei palestinesi scesi in strada per festeggiare quella che potrebbe essere la fine delle sofferenze, almeno per un pò. E dire che era stata l’ennesima giornata di lutto dopo che gli attacchi israeliani avevano causato la morte di sei palestinesi mentre un razzo lanciato da Hamas ha ucciso un cittadino israeliano. Finalmente quindi si ferma un conflitto che finora ha ucciso ben 490 bambini di Gaza, lasciandone senza casa altri migliaia nella totale indifferenza della comunità internazionale, sempre pronta invece a bacchettare i paesi “sgraditi”, vedi la Siria. Gli scontri hanno anche portato allo sfollamento di mezzo milione di persone, una emergenza umanitaria intollerabile che ha provocato sofferenze immani alla popolazione.  Secondo l’intesa raggiunta, le parti hanno concluso un cessate il fuoco di lunga durata con l’apertura immediata dei punti di passaggio tra Gaza, Israele e l’Egitto per assicurare l’entrata degli aiuti umanitari, dei soccorsi e dei mezzi di ricostruzione, ma anche l’allargamento, fino a sei miglia marine, della zona di pesca palestinese nelle acque antistanti Gaza. Finora infatti i palestinesi potevano pescare solo entro tre miglia dalle coste, una misura inspiegabilmente draconiana da parte di Israele dal momento che le risorse alimentari scarseggiano nella Striscia. Anche per questo la popolazione ieri ha festeggiato davvero dopo settimane di violenze, sperando che finalmente dai valichi riaperti possano passare cibo, materiali per la ricostruzione, e altri beni di prima necessità. 

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