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lunedì , 24 luglio 2017
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Gaza. E’ emergenza rifiuti

In un periodo esplosivo in cui il rischio di una escalation militare con Israele è molto alto, Electronic Intifada ha snocciolato i dati relativi alla situazione rifiuti nella Striscia. E ne esce un quadro drammatico..

Sunset at Nusairat Beach

Secondo quanto riportato dal sito web Nena News la situazione dei rifiuti nella Striscia sarebbe per certi versi addirittura drammatica anche e soprattutto a causa del blocco imposto da Israele. I raid di Tel Aviv e la mancanza d’acqua completano il quadro di un territorio sofferente. L’allarme relativo all’emergenza rifiuti risale addirittura al 2009, quando a seguito dell’operazione “Piombo Fuso” era arrivata a un punto di non ritorno. Quattro anni dopo la situazione sarebbe persino peggiorata, come emerge da quanto dichiarato dal sito Electronic Intifada, secondo cui si sarebbe di fronte a una vera e propria emergenza e a una trasformazione di Gaza in una discarica a cielo aperto. Secondo il sito a Gaza ci sarebbe una endemica penuria di mezzi di trasporto, la fine dei fondi destinati alla nettezza urbana, e in più la concentrazione dei rifiuti di più di un milione e mezzo di persone nelle tre discariche esistenti in 360 km quadrati. Và segnalata inoltre la  contaminazione delle falde acquifere e la continua pressione israeliana che impedisce una corretta manutenzione. Basti pensare che la sola città di Gaza produce quotidianamente qualcosa come 700 tonnellate di rifiuti, di cui solo 350 sono trasportate da carri a trazione animale e l’altra metà con i mezzi a disposizione. Gaza dispone, attualmente, di soli 75 camion per la raccolta di rifiuti, ma ben la metà sarebbe completamente inutilizzabili. Come mai non ripararli? Semplice, a causa del blocco israeliano, è impossibile reperire i materiali di costruzione. Ma non è finita qui, come ha spiegato Giorgia Grifoni su Nena News: “C’è soprattutto il problema delle discariche, nella Striscia. Sono disposte tutte e tre a ridosso della linea verde, lungo il confine con Israele. Che è una zona off-limits per i palestinesi. E’ quella in cui si compiono le incursioni dell’esercito israeliano e che rendono impossibile la manutenzione dei centri di raccolta. Nella discarica di Beit Hanoun, ad esempio, l’anno scorso l’IDF ha sparato contro un camion dell’immondizia che si trovava a 150 metri dal confine. Perché, come conferma un portavoce dell’esercito, i palestinesi non possono avvicinarsi a meno di 300 metri dalla linea verde. E solo una discarica su tre – quella di Deir al-Balah – dispone di impianti a norma”. Insomma una vera e propria emergenza umanitaria sulla quale i media preferiscono tacere, così come tacciono sul fatto che i continui raid di Tel Aviv hanno provocato la morte di migliaia di animali che, non potendo essere sgomberati, finiscono per marcire al sole. Solo per snocciolare alcune cifre nella sola operazione Piombo Fuso sarebbero morte 32.000 pecore.

Fonti: Nena News

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