Gaza. E' un inferno senza fineTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Gaza. E’ un inferno senza fine

Dopo sei notti consecutive di raid aerei di Israele con un bilancio di oltre 160 morti la pace è ancora lontana da Gaza. Non solo, Tel Aviv ha lanciato volantini per far evacuare la popolazione dal Nord di Gaza in vista di pesanti bombardamenti, e il rischio è quello di un massacro senza fine di civili.

La situazione dei civili palestinesi nella Striscia è a dir poco paradossale e soprattutto non sembra interessare nessuno dal momento che siamo giunti al sesto giorno consecutivo di pesanti bombardamenti su Gaza con un bilancio che ci parla ormai di oltre 160 morti e un numero imprecisato di feriti più o meno gravi. Israele parte dal presupposto di avere tutte le ragioni di colpire i presunti terroristi, anche quando costoro vivono gomito a gomito con famiglie civili innocenti, di conseguenza ha vomitato bombe e fuoco anche vicino a scuole, moschee, centri sociali, e il tutto viene giustificato accusando Hamas di utilizzare i civili come scudi umani. Si cerca poi di mettere sullo stesso piano il lancio di missili dalla Palestina verso Israele, quando fortunatamente questi lanci non hanno provocato nemmeno un morto e l’Iron Dome israeliano riesce ad abbattere quasi tutti i lanci. Per questo non è possibile parlare di guerra dal momento che i palestinesi non possiedono forze armate nè aviazione, e per questo il timore di una invasione di terra da parte di Israele è diventato reale con la diplomazia internazionale completamente impotente di fronte al massacro. E intanto una specie di operazione di terra è già stata lanciata scorsa notte con un blitz compiuto dal commando d’elite della marina che avrebbe effettuato uno sbarco su una spiaggia di Gaza per eliminare un sito di lancio di missili sostenendo anche un conflitto a fuoco con i miliziani palestinesi al termine del quale quattro soldati israeliani sarebbero stati lievemente feriti. La notte è stata comunque una notte di sangue, con bombe lanciate sulle case senza alcuna pietà che hanno falciato anche un giovane di 14 anni. al punto che solo nella giornata e nottata di ieri si sono contati 45 morti e altri 15 a Tufah. L’agenzia di stampa Al Quds Press ha anche detto che a Beit Lahya, a Nord di Gaza, è stato colpito un orfanotrofio causando la morte di tre bimbi disabili ma fonti ufficiali israeliane hanno smentito. Inquietano però i volantini lanciati dall’esercito israeliano nella parte settentrionale di Gaza che invitano la popolazione a fuggire: “Chiunque trascuri le istruzioni metterà la vita di se stesso e della sua famiglia a rischio. Attenzione“. Tutto questo ha ingenerato una fuga di massa di migliaia di abitanti, circa 20.000, che cercano di mettersi al riparto in istituti scolastici assistiti dall’Unrwa (Agenzia Onu per i Profughi), un vero e proprio esodo di civili che tentano di mettersi al riparo a digiuno, rassegnati e impauriti. Dall’inizio dell’operazione “Protective Edge” le bombe israeliane hanno colpito 1220 volte distruggendo 630 lanciarazzi, 230 centri militari e 222 tunnel, ma secondo fonti palestinesi avrebbero distrutto 282 case private e danneggiate altre 9000. La sensazione è che Israele non si fermerà e che nessuno proverà nemmeno a fermarlo, così Tel Aviv potrebbe anche allargare il conflitto al vicino Libano con conseguenze devastanti.

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