Gaza. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina lancia appello all'unitàTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Gaza. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina lancia appello all’unità

Il FPLP ha lanciato ieri mattina da Gaza City un accorato appello all’unità in occasione del 46esimo anniversario della sua fondazione.

Photo Credit: Nena News, Rosa Schiano.

Tutto cominciò l’11 dicembre del 1967, non troppo tempo fa quindi, una data storica che segnò la nascita del FPLP, battutosi da sempre contro l’occupazione militare israeliana, e che oggi come allora si batte per il diritto al ritorno dei palestinesi costretti a fuggire dalle loro terre sin dal 1948. La storia del FPLP trae origine da quella del Movimento Nazionalista Arabo, il cui fondatore era George Habbash. Il Fronte nacque dalla necessità di rilanciare i valori democratici, ma anche da quella di resistere anche fisicamente e dal rifiuto dei negoziati per risolvere la situazione dell’occupazione.  A distanza di quarant’anni l’appuntamento per l’anniversario del FPLP è stato a Gaza City, dove le persone hanno cominciato ad ammassarsi sin dalle prime luci dell’alba. Tra loro anche tantissimi giovani, tutti entusiasti di celebrare una data storica.Intento del movimento infatti è stato quello di unire e non di dividere, facendo così appello all’unità nazionale tra le diversi fazioni del popolo palestinese. Da qui la decisione di estendere gli inviti anche ad Hamas, che ha inviato Emad El Alami, membro dell’ufficio politico di Hamas. “Unità resistenza e liberazione”, sono le tre parole scelte dal FPLP in occasione dell’anniversario, mentre sul palco i vari oratori infiammavano la folla sulle note musicali di diversi gruppi di giovani.

Il ruolo del FPLP vuole essere proprio quello di rappresentare il “volto della sinistra e del popolo rivoluzionario e democrtico”.Jamil Al Majdalawi, attuale leader del FPLP, ha dichiarato: “Non dovremmo dimenticare in questo anniversario di inviare i nostri saluti ai prigionieri ed a tutti i palestinesi ,soprattutto alla popolazione del Negev che sta lottando contro l’occupazione ed il Prawer Plan”, ha detto Al Majdalawi, che ha anche ricordato il “combattente internazionale Nelson Mandela“. “Stiamo qui celebrando il 46° anniversario anche per confermare che la nostra scelta è una scelta di resistenza. Supportiamo tutti i tipi di resistenza e l’unità delle fazioni palestinesi contro l’occupazione, perché la nostra forza sta nella nostra unità, e la nostra unità è la condizione principale per continuare a lottare“, ha detto Al Majdalalwi. Insomma l’imperativo è quello di superare le divisioni tra Hamas a Gaza e Fatah in Cisgiordania, questo in un momento in cui la vita nella Striscia si è fatta problematica per la mancanza dei servizi essenziali come carburante, elettricità e istruzione. Sono migliaia i giovani palestinesi costretti e migrare, da qui la decisione di porre fine alle divisioni e raggiungere una riconciliazione. “Tutti i palestinesi sono d’accordo su questo punto, compresi i membri di Fatah. Ma l’Autorità in Cisgiordania insiste a portare avanti i negoziati provocando effetti negativi sul nostro lavoro“, ha ribadito.

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