Gaza. Per ora la tregua resiste ma è crisi umanitaria nella StrisciaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Gaza. Per ora la tregua resiste ma è crisi umanitaria nella Striscia

Per fortuna per il secondo giorno rimane la tregua nella Striscia dopo che l’operazione militare israeliana ha provocato già 1875 morti tra i palestinesi. Ora il ritorno alla vita di tutti i giorni per decine di migliaia di palestinesi è drammatico, con una situazione umanitaria precaria e fuori controllo. 

I momenti più duri nella Striscia sono quelli del lentissimo tentativo di ritorno alla normalità, una normalità resa impossibile dalle bombe che hanno seminato morte, sterminato famiglie e distrutto interi quartieri. Per il secondo giorno consecutivo però le armi sono tornate a tacere lasciando spazio almeno a un tentativo di diplomazia anche se per la popolazione della Striscia la normalità è un desolante scenario di devastazione. Il tutto mentre al Cairo, in Egitto, si discute di un tentativo di pace. Abbiamo fiducia nella mediazione dei nostri fratelli egiziani e speriamo che la posizione dell’Egitto porti ad un accordo arabo e internazionale e ad una pressione coordinata su Israele affinchè ponga fine al blocco della Striscia di Gaza” ha detto Bassam al-Salhi, membro della delegazione palestinese al Cairo. Dal conto suo il governo di Tel Aviv non ha alcuna intenzione di accettare la pace con il premier Netanyahu che ha ribadito come l’unico scopo di Israele sia fare sì che Gaza non costituisca più una minaccia per Israele. Gli israeliani insistono nel dichiarare di volere una Striscia di Gaza demilitarizzata e hanno ribadito di non voler tollerare che Hamas utilizzi razzi e tunnel, il che prelude purtroppo a una nuova escalation militare. Perlomeno l’esercito israeliano si è in parte ritirato fuori dai confini della Striscia di Gaza, ma la popolazione civile non ci crede e ha paura, troppe volte ha visto i razzi israeliani colpire innocenti in scuole, mercati e ospedali. L’offensiva israeliana finora ha provocato la morte di 1875 persone e il ferimento di varie migliaia, oltre che la distruzione di migliaia e migliaia di case, lasciando così la città di Gaza in una emergenza umanitaria e sanitaria senza precedenti. Israele nel corso delle operazioni ha commesso numerosi crimini, come ad esempio l’aver colpito bambini inermi in una scuola delle Nazioni Unite, ma nonostante questo, ancora una volta, la comunità internazionale sembra non voler prendere alcuna misura nei confronti di Tel Aviv.

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