Gaza. Tregua ancora lontana, i morti sono 139 | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Gaza. Tregua ancora lontana, i morti sono 139

Slitta ancora la tregua su Gaza e nella notte sono continuati i fitti bombardamenti di Israele portando il pesante bilancio delle vittime a 139. Più di 1000 i feriti.

La tregua tra Israele e palestinesi purtroppo è ancora lontana. Ieri sembrava potesse essere il giorno giusto per la tregua, ma nella notte Israele ha continuato a bombardare a tappeto Gaza per l’ottavo giorno consecutivo, allontanando di fatto la possibilità della pace. Secondo fonti mediche attualmente il bilancio di morti sarebbe arrivato a 139, più di un migliaio invece i feriti, tra i quali molti arrivati negli ospedali da campo in condizioni disperate, con ustioni che i medici ad Adnkronos hanno definito come “mai viste”. Ieri hanno anche trovato la morte ben tre giornalisti, uccisi deliberatamente da Israele in quanto avrebbero avuto presunti legami con Hamas, di fatto lavoravano nel settore dell’informazione.

I bombardamenti sono giunti dal cielo, dal mare e dall’ artiglieria. Secondo diverse testimonianze un’ importante edificio di governo è stato letteralmente raso al suolo. Sarebbero state colpite, come riporta l’Ansa, anche tubature di combustibile che passavano sotto al confine fra Egitto e Gaza. Per lunghe ore la Striscia è rimasta immersa in un’ oscurità totale, interrotta dalle luci delle esplosioni e degli incendi. Ora gli abitanti di Gaza non sanno nemmeno più se aspettarsi una tregua o se, da un momento all’altro, vedere i carri armati israeliani iniziare l’invasione di terra.

Durante la notte abbiamo colpito il ministero della Sicurezza interna a Gaza, uno dei principali centri di controllo e comando di Hamas”, ha riferito l’esercito israeliano su Twitter  Nelle operazioni della notte, ha proseguito l’esercito, colpiti anche “un alto responsabile di Hamas per la difesa aerea e altri terroristi“. “In tutto, oltre 100 siti terroristici sono stati colpiti, di cui circa 50 erano siti sotterranei di lancio di razzi“. Intanto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, è arrivata la scorsa notte in quel di Gerusalemme, dove ha incontrato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Ora la Clinton si recherà a Ramallah per incontrare Abu Mazen, leader dell’Anp, nel tentativo disperato di arrivare a un cessate il fuoco. Hamas però accusa direttamente Israele di aver impedito di arrivare a una tregua, ed è lo stesso Israele a spiegare di voler un garante per arrivare a una tregua, un garante identificato nell’Egitto di Mohamed Morsi

Netanyahu ha detto di preferire la via della diplomazia ribadendo però che Israele “ricorrerà ad ogni mezzo pur di fermare il lancio di razzi” da parte di Hamas, anzi il premier israeliano è andato persino oltre sostenendo che Israele ha una mano protesa verso la pace,ma nell’altra “brandisce una spada“. Insomma ci si trova in una situazione per certi versi paradossale, dove mentre Hamas e Israele continuano il balletto delle rivendicazioni e delle provocazioni i civili palestinesi continuano a morire, rei di vivere vicino a depositi di armi o a luoghi segreti di addestramento. Senza una tregua la popolazione di Gaza già allo stremo potrebbe seriamente andare incontro a nuove tragedie, e Israele, almeno per il momento, sembrerebbe intenzionato ad andare fino in fondo. La speranza è che la mediazione egiziana porti quanto prima a una vera tregua.

D.C.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top