Generazione Millenials? Anche noTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Generazione Millenials? Anche no

Cara #Repubblica, ecco la nostra risposta al tuo sondaggio per quella “Generation What” che qualcuno vorrebbe etichettare e trascinare, o forse sarebbe meglio dire cooptare su binari ben precisi. Forse perchè inconsciamente si teme che questa generazione dimenticata possa magari criticare il sistema che paga gli stipendi agli ideatori di queste etichette generazionali, magari desiderando qualcosa diverso dalla #cooptazione. 

Ci risiamo, non passa giorno senza l’ennesima trovata da parte di una certa stampa. Il malcontento nei confronti del sistema politico ed economico è in aumento e quindi? Quindi ci si assicura che, affinchè coloro che sono esclusi dal benessere non rappresentino un problema, si provveda ad etichettarli e quindi a imbavagliarli e cooptarli.  Siamo esagerati? Purtroppo no. Repubblica ha pubblicato un articolo che suona in modo beffardo chiamato “Generazione What un sondaggio senza precedenti per raccontare i Millenials“, laddove i Millenials sarebbe la popolazione tra i 16 e i 34 anni, i giovani insomma, quelli esclusi dal mondo del lavoro e che evidentemente non sono così affascinati dalle sorti progressive di questa democrazia in salsa neoliberista che invece piace tanto agli Stati Uniti e all’attuale Ue. Si parla di un sondaggio rivolto appunto ai cosiddetti Millenials, un sondaggio web su larga scala rivolto ai giovani a cui partecipano 12 Paesi europei. Per l’Italia, manco a dirlo, Repubblica si è presa l’incarico di partecipare a questo insostituibile sondaggio, ben 149 domande online che chi di voi può trovare qui:  http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/04/12/news/generation_what_questionario-137023993/?ref=HRER3-1 

A questo punto vi chiederete: come mai tanta negatività nei confronti di un progetto simile? Semplice perchè ci sembra che sia un modo, ancora una volta, di disinnescare il malcontento e cooptarlo, magari perchè si ha un forte senso di colpa di fondo nei confronti di una generazione dimenticata. Una generazione istruita, e proprio per questo critica, guardacaso, nei confronti di un establishment che ormai crede di essere investito dalla storia.

L’indagine è suddivisa in sei aree specifiche: famiglia, amici e colleghi, percezione del sé, società e lavoro, futuro, Europa. E in 21 temi, che spaziano dalle reazioni alla crisi economica ai sentimenti più intimi, fino a toccare anche la sfera della sessualità. E poi il rapporto con i genitori, le diseguaglianze sociali, i sentimenti verso l’Europa. Per sondare ambizioni, paure e speranze dei ragazzi e tracciare un ritratto, il più completo possibile, dell’attuale generazione millennial europea.“, recita Repubblica citando trionfalistica il fatto che già 230.000 persone avrebbero compilato le fantomatiche risposte alle domande. Alcune poi, sono illuminanti:

“Se ci fosse una guerra, saresti disposto a combattere per il tuo Paese?”, oppure “Credi che i problemi della gioventù di oggi siano colpa delle precedenti generazioni?

Insomma a noi sembra che siamo di fronte al solito tentativo di cooptare una generazione in modo da evitare che possa far passare il suo malcontento a uno stadio successivo che magari metta in discussione il sistema stesso. Assomigliano alle domande di qualcuno che si rifiuta in modo pervicace di comprendere che se una generazione intera è stata espulsa dal mondo del lavoro non è certo colpa di una certa sinistra ideologica che semmai ha avuto il merito di aver avuto ragione nell’indicare proprio nel capitalismo la causa di tutto questo.

Tribuno del Popolo

 

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