Genesi della Terra e della “condizione umana”Tribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Genesi della Terra e della “condizione umana”

Genesi della Terra e della “condizione umana”

“Genesi” di Sebastião Salgado, in esposizione presso il museo dell’Ara Pacis di Roma fino al 15 Settembre 2013, testimonia l’esistenza di ambienti primordiali e misteriosi ancora intatti da scoprire e proteggere.

Fonte: Oltremedianews

Terre del Nord: sullo sfondo una barriera di spesse nubi che separa i vulcani Kamen e Tolbacik in Russia, avvolti dalla neve e dalla tundra. Pianeta sud: gli albatri urlatori in Patagonia, i pinguini chinstrap nelle isole Sandwich in Australia, il ghiacciaio Perito Moreno, terza riserva d’acqua dolce del mondo. Africa: una mandria di bufali fotografata da una mongolfiera in volo sul Kafue National Park, le immense dune che si estendono dalle coste della Namibia fino all’entroterra. Santuari (naturali di animali e antichi popoli): i “Performer” Mudmen con le loro maschere rituali in Nuova Guinea, le popolazioni degli Yali e dei Korowai nella Papua Occidentale. Amazonia e Pantanal: le tribù degli Zo’e’ e dei Waura in Brasile, il Rio Negro nella sconfinata foresta amazzonica.

Sono appunti di un viaggio, anche interiore, che Sebastião Salgado ha cominciato negli anni Novanta lavorando nell’azienda agricola dei propri genitori in Brasile, trasformatasi da oasi tropicale a terra bruciata nel giro pochi anni a causa della deforestazione. Progettando il ripristino della foresta amazzonica in quell’area, Salgado ha poi deciso di diffondore una vera e propria cultura della tutela dell’ambiente antropico e naturale, messaggio che propone anche nella mostra “Genesi” ora allestita a Roma, Londra, Rio de Janeiro e Toronto.  Le più di 200 fotografie esposte, di grande formato e rigorosamente in bianco e nero, rappresentano una natura incontaminata e primordiale, dominata dagli agenti atmosferici e dalla forza degli elementi. Accanto a questo abbiamo l’indagine delle antiche tradizioni mitico-rituali che ancora sono vive tra i pochi superstiti delle popolazioni tribali. Genesi dell’uomo e della donna attraverso i riti di passaggio, di iniziazione, e Genesi della natura, che è riuscita a conservare intatto il proprio aspetto originario. Una chiave di lettura dell’esposizione ci viene fornita da Lelia Wanick Salgado, curatrice, che ha definito la mostra un “Tributo visivo ad un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere”. Quelli proposti da Salgado, infatti, sono frammenti di vita primigenia, espressione della maestosità della Terra Madre, ma allo stesso tempo anche della sua debolezza perché lo stesso uomo che ha partorito la sta ora distruggendo.

  Luisa Lupo

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