Germania. Il trionfo della Linke in Germania EstTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Germania. Il trionfo della Linke in Germania Est

Con un dignitoso 8,5 la Linke si conferma una realtà a sinistra in Germania. Nella parte Est di Berlino la Linke ha confermato di avere la sua roccaforte a livello nazionale.

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Angela Merkel con la sua Cdu-Csu ha vinto senza discussioni segnando una sconfitta epocale per la Spd. Nulla di nuovo, in molti ipotizzavano che alla fine sarebbe stato questo il risultato finale, e alla fine Angela Merkel esulta, consapevole di avere la Germania ai propri piedi. I risultati elettorali fotografano un paese, la Germania, che è rimasta affascinata dalla figura rassicurante della Merkel. Ma la Germania è ancora un paese diviso, lo dimostrano le profonde differenze che ancora sussistono tra la parte Occidentale e l’ex Ddr. E infatti la Linke, erede proprio dell’esperienza della Germania Est, ha ottenuto un risultato insperato con l’8,6% dei voti, confermandosi nella propria roccaforte a livello nazionale, ovvero la parte est di Berlino, dove ha conquistato la maggioranza assoluta in ben quattro distretti: Treptow, Lichtenberg, Marzahn, Pankow. L’unico partito che ha fatto meglio della Linke a Berlino è la Cdu della Merkel, che ha portato a casa cinque distretti, ma tutti nella parte Ovest: Reinickendorf, Charlottenburg-Wilmersdorf, Steglitz-Zehlendorf, Spandau-Charlottenburg Nord, Tempelhof-Schöneberg. La Cdu però ha perso Neukölln, dove il candidato SPD Felgentreu l’ha spuntata per una manciata di voti. Anche a Mitte la candidata della Spd, Eva Högl,  si è imposta su quello della Cdu Philipp Lengsfeld. Nella città di Berlino l’affluenza è stata del 71%, qualcosina in più rispetto a quattro anni fa, segno che i tedeschi si interessano eccome delle elezioni nel proprio Paese. Insomma la Linke ha dimostrato ancora una volta di essere ben radicata nel tessuto urbano di Berlino Est, una chiara riposta ai vari commentatori stranieri e italiani che continuano a rapportarsi a essa unicamente come a un partito radicale di sinistra e nostalgico. La Linke in realtà ha attuato al proprio interno importanti processi di cambiamento, diventando un possibile catalizzatore di forze contrarie alla visione sempre più edulcorata della sinistra in salsa Spd e Verdi, questi ultimi usciti delusi dalla tornata elettorale. Del resto la Germania rimane, per certi versi, ancora un paese diviso, marcato da profonde differenze interne soprattutto tra Ovest e Est. Il divario sociale ed economico tra le due germanie è aumentato negli ultimi anni, così come è aumentato il numero di lavoratori sussidiati dallo Stato. In alcune regioni della ex Germania Est, come a Rathenow ad esempio, la disoccupazione rasenta il 13% anche perchè le vecchie aziende come la Tielmann che fabbricava occhiali, e altre nel settore chimico, sono state azzerate, senza che il territorio sia riuscito in qualche modo a riconvertirsi. 

Del resto sono trascorsi quasi 24 anni dalla caduta del Muro, ma diversi settori della “nuova” Germania ancora non vogliono saperne di fare i conti con gli “eredi” della Sed, il partito  comunista della scomparsa Germania Est. Ma il fatto che la Linke abbia ancora consensi, soprattutto in Germania Est, la dice lunga sui commenti un pò troppo affrettati che vengono fatti da una stampa che sembra rimasta ai tempi della Guerra Fredda. Così la Merkel proprio prima delle elezioni aveva persino evocato il pericolo rosso: “State attenti, non abbassiamo la guardia, non abbiamo ancora vinto, la sera del 22 settembre potremmo vederci superati a causa della Linke“, aveva detto preoccupata la cancelliera alla vigilia delle elezioni. A spaventare a morte la Merkel è la possibilità che i socialdemocratici in qualche modo possano aprire a una coalizione a tre con verdi e Linke. Del resto poteva già accadere nel 2005, quando Gerhard Schröder venne sconfitto solo per una manciata di voti. Se si fosse alleato a Oskar Lafontaine, leader della Linke, le cose sarebbero andate diversamente. Difficile che ora la Linke e la Spd decidano di tornare sui loro passi, ma quello che spaventa la Merkel è che la Linke in molte zone dell’ex Ddr è ancora il primo partito. Anche perchè a votare la Linke non sono più vecchi ammalati di Ostalgie, bensì giovani o ex socialdemocratici ormai delusi dalla deriva centrista compiuta dall’Spd. Inoltre all’interno della sinistra tedesca si assiste a una Spd sempre meno autosufficiente e ai Verdi che sembrano aver perso la spinta propulsiva degli anni scorsi; in questo contesto frammentato la Linke emerge come realtà stabile che potrebbe guadagnare nuovi consensi da parte dei delusi a sinistra. Perdipiù dal momento che in Germania chi si astiene sono a maggioranza disoccupati con istruzione medio/bassa, ecco che la critica nei confronti del sistema potrebbe in qualche modo, sopratutto in Germania Est, sospingere nuovi consensi verso l’estrema sinistra. 

voti

[Nella foto del sito www.sueddeutsche.de, la distribuzione geografica dei voti della Linke]

Gracchus Babeuf

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