Germania. Quando la crisi "rende"Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Germania. Quando la crisi “rende”

Dopo la crisi dei debiti pubblici del 2009 il bilancio di Berlino ha stappato lo Champagne. Secondo diversi centri di ricerca tedeschi infatti si tratterebbe di una rendita europea nel mercato del debito pubblico.

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Crisi? Sì grazie. Questo è quello che emerge dal quadro tracciato da diversi centri di ricerca tedeschi secondo cui l’economia tedesca si sarebbe avvantaggiata dall’inizio della crisi dei debiti pubblici scoppiata nel 2009. Come ha riconosciuto l’autorevole Ifw di Kiel infatti, il calo dei tassi di interesse, registratosi sui Bund dal 2009 ad oggi, farà risparmiare all’erario tedesco 80 miliardi di euro, che diventeranno 100 dopo l’ultimo taglio dei tassi da parte della Bce.Insomma, buon parte del popolo tedesco borbotta riguardo ai paesi “spreconi” d’Europa, ma alla fine dei conti percepisce un guadagno concreto che vale 10 miliardi e più di euro ogni anno. Secondo diversi analisti la Germania sarebbe stata abile nello sfruttare le opportunità derivanti dalla crisi del debito degli altri paesi. Se da un lato li costringeva ad adottare misure di austerità infatti, dall’altro beneficiava allo stesso tempo delle differenze tra gli interessi sui titoli di stato. Come se non bastasse sono migliaia gli investitori che sono fuggiti dai paesi più colpiti dalla crisi come Italia, Spagna e Grecia, per spostare proprio in Germania i loro investimenti. C’è da aggiungere che la crisi ha comportato anche una svalutazione del 10% dell’euro, rispetto al 2011, che, sul piano globale, è una spinta decisa per le esportazioni tedesche. La Allianz calcola che un euro che vale il 10% in meno porti ad un aumento del 5% delle esportazioni tedesche, equivalente ad un aumento dell’1,25% del Pil.

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