Germania. Si apre tra le proteste il processo ai neonazistiTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Germania. Si apre tra le proteste il processo ai neonazisti

Aperto oggi a Monaco uno dei più importanti processi del Dopoguerra contro un gruppo neonazista. La prima udienza era stata rinviata il 17 aprile a causa delle polemiche sulle procedure e ai pochi posti riservati alla stampa. In molti si sono radunati fuori dal Tribunale per protestare contro i neonazisti. 

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Oggi in quel di Monaco di Baviera si è aperto uno storico processo contro un gruppo neonazista, anzi forse il più importante dopo che i criminali nazisti sono stati messi alla sbarra nel Dopoguerra.  La prima udienza, il 17 aprile scorso, era stata rinviata a causa delle polemiche sulle procedure e sull’esiguo numero di posti messi a disposizione della stampa, che avevano impedito a molti inviati della stampa estera di accreditarsi. I media turchi infatti, che sono molto interessati dal momento che cittadini turchi sono rimasti vittima di violenza da parte del gruppo, non aveva ottenuto dal tribunale di Monaco posti sufficienti. Tale esclusione aveva comprensibilmente sollevato proteste proprio in Turchia, scatenando quasi una crisi diplomatica tra Berlino e Ankara risolta solo con la decisione di rinviare il processo e con l’estrazione a sorteggio dei posti per la stampa (4 posti riservati per i turchi). A fine aprile Berlino si è scusata pubblicamente con le Nazioni Unite per gli errori commessi durante l’inchiesta, riconoscendo che questi assassinii razzisti hanno rappresentato senza il minimo dubbio una delle minacce piu gravi ai diritti dell’uomo in questi ultimi anni in GermaniaIn questa settimana sono previsti oltre tre giorni di udienza nei quali verranno sentiti oltre seicento testimoni. Imponenti le forze di sicurezza mobilitate per difendere il tribunale di Monaco, luogo dove sono avvenuti cinque dei nove omicidi. Tra gli imputati svetta la figura di Beate Zsxhaepe, 38enne imputata accusata di aver preso parte a ben nove omicidi a sfondo xenofobo, due attentati contro comunità straniere e ben 15 rapine in banca.  I reati sono tutti stati commessi tra il 2000 e il 2006, ma la donna non ha mai parlato, trincerandosi in un silenzio di piombo da oltre due anni. I due complici più importanti della donna, Uwe Boehnhardt e Uwe Mundlos, i presunti esecutori degli omicidi, si sono suicidati il 4 novembre 2011. Facevano parte della cellula neonazista Nsu (Nationalsozialistische Untergrund), e in modo preoccupante le indagini hanno fatto emergere legami sospetti tra l’estrema destra e la polizia tedesca. Per chiedere giustizia e mostrare rabbia nei confronti di questi crimini vergognosi più di cento manifestanti antirazzisti e di sinistra si sono riuniti questa mattina di fronte al tribunale di Monaco. Rispondendo all’appello delle organizzazioni per la lotta contro la xenofobia, i manifestanti hanno mostrato striscioni come ”contro il terrore nazista e il razzismo quotidiano” e chiedendo al governo di promuovere la lotta contro i reati commessi da estremisti di estrema destra.

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