Gerusalemme blindataTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Gerusalemme blindata

Muataz Hijazi è stato torturato e ucciso dall’esercito israeliano perchè avrebbe ferito il rabbino YehudaGlick. Il rabbino, esponentedell’ultradestra, era impegnato in una campagna per la distruzione della moschea di Al Aqsa. 

Fonte: Oltremediaews

I genitori del ragazzo hanno raccontato che che l’esercito ha circondato la loro casa, hanno aggredito tutta la famiglia e hanno torturato e ucciso il figlio. L’esercito ha portato via la salma e hanno arrestato anche il padre e il fratello, quest’ultimo ancora in cella. Inoltre le autorità israeliani hanno avvertito la famiglia che la loro casa verrà demolita questa sera. Come spesso succede, nessun processo, nessun tribunale, nessuna difesa. La questione della “sicurezza” giustifica tutto, anche i 700 arresti degli ultimi quattro mesi, senza nessuna accusa precisa. Questioni di sicurezza.

Gerusalemme sta esplodendo, la situazione è critica da molto tempo ma la guerra di Gaza ha rimandato il problema di qualche mese. La notizia del divieto di accesso alla Spianata delle Moschee non fa che aggravare la situazione, come se non bastasse l’ingresso dei coloni nei quartieri palestinesi per questo. Entrare nei quartieri palestinesi è una precisa scelta strategica, significa spingere i palestinesi a spostarsi verso Ramallah. Tutto ciò comporta scontri, violenza e arresti, anche di bambini di dieci, dodici anni. Intanto, il sindaco di Gerasulamme ha dato ordine di aumentare le demolizioni degli edifici “abusivi”, ovvero quelli costruiti dai palestinesi. Visto che a Gerusalemme non vengono più dati i permessi di costruire alla popolazione araba, questi sono costretti a ad alzare dei piani sulle case già esistenti per coprire il fabbisogno e dare una casa ai propri figli. Sono proprio queste le case che gli israeliani stanno demolendo in queste ore. Caso vuole che l’agguato al rabbino Glick sia avvenuto proprio il giorno in cui alle Nazioni Unite si discuteva sui progetti di espansione delle colonie ebraiche nella Gerusalemme palestinese. Il Consiglio di Sicurezza, infatti, si è riunito su richiesta dei palestinesi e della Giordania e ha invitato Israele a congelare le attività e a rispettare i propri impegni. Una condanna di Israele da parte dell’ONU è comunque da escludere dato che il veto americano è scontato, nonostante le tensioni degli ultimi giorni. Un funzionario americano ha utilizzato l’espressione “chickenshit” parlando di Netanyahu e della sua politica, ma subito è arrivata la dichiarazione della Casa Bianca che si dissociava da tale affermazione, quindi tutto è tornato alla “normalità”.

Elda Goci

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