Gianfranco Miccichè sottosegretario ha il sapore della beffaTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Gianfranco Miccichè sottosegretario ha il sapore della beffa

Tra i sottosegretari nominati dal governo spicca Gianfranco Miccichè alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione, dove lavorerà gomito a gomito con il Ministro Filippo Patroni Griffi. Questo nonostante il suo partito, Grande Sud, abbia preso solo lo 0,39% al Senato.

Si può prendere lo 0,39 al Senato e diventare uno degli uomini più potenti del Paese? Se ti chiami Gianfranco Micchichè la risposta è sì, ovviamente. Agli elettori proprio non piace, ma questo per i tavoli del potere non conta, là per sedersi conta l’importanza più che il giudizio degli italiani. Nato a Palermo nel 1954 il grande pubblico se lo ricorderà certamente per la sua proposta di togliere il nome “Falcone e Borsellino” dall’aeroporto del capoluogo siciliano. Miccichè ha un passato in Publitalia, dove ebbe modo di legarsi al blocco di potere di Silvio Berlusconi, quello che entrò in politica nel 1993, per intenderci. Amico di Dell’Utri, Micchichè diventò poi coordinatore di Forza Italia per la Sicilia, nonchè Sottosegretario ai Trasporti. Non gli manca l’ambizione dato che si candidò come sindaco di Palermo ma venne sconfitto al primo turno da Leoluca Orlando. Era solo l’inizio però della sua sfolgorante carriera politica, in molti infatti ricorderanno che Micchichè  ebbe la carica di Viceministro dell’Economia dal 2001 al 2005, e che poi ricoprì il ruolo di Ministro per lo Sviluppo e la Coesione Territoriale tra il 2005 e il 2006. E ancora, dopo il governo Prodi e il ritorno del centrodestra, lo ritroviamo come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ruolo che eserciterà fino al 2010, data in cui decise di mettersi in “proprio” fondando Grande Sud. Questo il suo “cursus honorum”, la storia di un personaggio che ha ottenuto sempre cariche importanti, senza mai riscuotere alcuna simpatia tra gli elettori. Parlando invece degli scheletri dell’armadio, come non ricordare quando nel 1988 venne interrogato nell’ambito di un’inchiesta sui traffico di droga? All’epoca Miccichè lavorava per Publitalia, e i suoi problemi legati a diatribe giudiziarie erano solo all’inizio. Nel 2002 proprio Micchichè era stato accusato da un’informativa dei Carabinieri di farsi recapitare periodicamente cocaina negli uffici del Ministero delle Finanze dal corriere Alessandro Martello.  Martello patteggiò poi un anno di reclusione e negò che la droga fosse per Micciché. Sempre intorno alla sua figura poi aleggiano pesanti accuse di contiguità a diversi boss mafiosi, e sempre lui fu sottoposto a un controllo della DIA dopo le elezioni del 1994, anche se l’indagine venne poi archiviata. Come dimenticare poi il 2001 quando il Ministro alle Infrastrutture Lunardi disse che bisogna convivere con la Mafia e proprio Miccichè lo difese a spada tratta: “Se per fare gli appalti dovessi aspettare che finisca la criminalità mafiosa allora non partiremmo mai”. Finiamo questa panoramica ricordando le parole pronunciate proprio da Miccichè sull’aeroporto di Palermo: “Io l’aeroporto lo intitolerei ad Archimede o ad altre figure della scienza, positive. Non ci si presenta ai tanti turisti che accoglie la Sicilia con il sangue di una delle più profonde e, ancora non sanate, ferite della nostra terra. È una scelta di marketing sbagliata

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top