Giappone. Continua l'avanzata dei comunistiTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Giappone. Continua l’avanzata dei comunisti

I comunisti giapponesi  raddoppiano i seggi alle elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo diventando il primo partito di opposizione del premier Shinzo Abe. 

Pensate che il comunismo sia passato? Pensate che non esista più nessuno disposto ad analizzare il mondo utilizzando le chiavi interpretative marxiste?  Può sembrarvi strano ma vi sbagliate, e di grosso. Non solo i comunisti sono ancora de facto al potere in Cina, ma partiti comunisti di massa sono all’avanzata anche in Russia e Giappone, dove sono diventati addirittura il primo partito d’opposizione. Nelle scorse ore proprio nel Sol Levante si sono tenute le elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo, elezioni che hanno visto vincere il Partito Liberaldemocratico del premier Abe, ma che ha visto i comunisti giapponesi più che raddoppiare i loro seggi, al punto che persino i giornalisti anglosassoni, allarmati, si sono accorti del fenomeno (il che è tutto dire!). L’Ldp ha portato i suoi seggi da 39 a 59, il numero più alto dalle elezioni nel lontano 1963, mentre il New Komeito, suo alleato, ha confermato i suoi 23: totale 82 seggi su 127. Distrutto il Partito Democratico che ha visto i suoi seggi precipitare da 49 a 15, battuto anche dai comunisti che sono saliti da 8 a 17 seggi. Gongola il segretario Kazuo Shii, alla guida dei comunisti nipponici da oltre 13 anni. Tra le principali rivendicazioni dei comunisti giapponesi c’è il “no” al nucleare, la tutela dell’impronta pacifista del Paese, oltre che la polemica contro il premier Abe, accusato di favorire i ricchi (e quindi idolatrato dall’Occidente). Abbiamo ricevuto una valutazione positiva per la gestione governativa negli ultimi sei mesi“, ha dichiarato il premier, “Ora intendiamo fare tutto il possibile perché la gente percepisca quanto prima che l’economia si sta riprendendo e quindi vincere le elezioni di luglio“. Non sono però da escludersi sorprese con il 54% dei giapponesi che sarebbe ancora contrario alla riattivazione delle centrali nucleari, e con un sentimento antiamericano diffuso, che il comunismo nipponico cavalca proficuamente. Attualmente sono 320.000 gli iscritti del Partito Comunista, e oltre un milione e trecentomila i sottoscrittori del quotidiano del partito. Moltissimi si avvicinano al Partito Comunista Giapponese in quanto è considerato l’unico partito che “non si è mai compromesso con i suoi principi, che non è mai ricorso a espedienti politici” (spiega una fonte citata su http://www.japansubculture.com), e che rappresenta per certi versi l’ultima spiaggia per molti individui che non sanno dove andare per far valere i propri diritti: “Quando la polizia non può aiutarti e le banche non possono aiutarti, tu vai dai comunisti“. Come se non bastasse i comunisti giapponesi hanno messo a punto politiche mirate per aiutare le vittime di infortuni sul lavoro, e la sua assistenza legale ha aiutato lavoratori e le loro famiglie in molte situazioni legate a incidenti sul lavoro. 

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