Giappone. Okinawa vuol dire basta alle basi americaneTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Giappone. Okinawa vuol dire basta alle basi americane

Giappone. Okinawa vuol dire basta alle basi americane

I candidati contrari alla costruzione di una nuova base militare in Giappone hanno conseguito la maggioranza nell’assemblea cittadina di Okinawa e nella Prefettura, ponendo le basi per riuscire a impedire la costruzione di una nuova base. 

In Giappone esiste un problema di vecchia data con la presenza militare americana in particolar modo nella zona di Okinawa, ma ora le cose finalmente potrebbero cambiare dal momento che i candidati contrari all’apertura di una nuova base hanno guadagnato la maggioranza nell’assemblea cittadina e potranno quindi tentare di bloccare la nuova costruzione di una base americana. Attualmente ben 16 membri dei 27 dell’assemblea sono assolutamente contrari all’apertura della base americana Futenna. Si tratta di una base situata in una zona densamente popolata nell’area meridionale di Okinawa e le autorità vorrebbero spostarla  Noga, una città più piccola nel nord che ospita già Camp Schwab, un’altra base americana. Il sindaco di Nago però è assolutamente contrario alla costruzione di una nuova base militare e anche la popolazione locale sembra esasperata al punto che ha rivotata a gennaio il sindaco di Nago Susumu Inamine, confermando così la volontà di non volere gli americani tra i piedi. Il presidente nipponico Shinzo Abe però sembra essere di diverso avviso dal momento che ritiene utile la presenza americana in chiave di deterrenza contro la Cina. Il 24 aprile infatti Shinzo Abe e e Barack Obama si erano incontrati proprio per discutere del trasferimento della base militare a Futenna, una ricollocazione che costerebbe qualcosa come 8,6 miliardi di dollari con il Giappone che dovrebbe contribuire con circa 3,1 miliardi.  Già nel dicembre del 2013 il governatore di Okinawa, Nakaima, aveva accettato la ricollocazione della base in cambio di grandi fondi da Tokyo con i quali sperava di poter rivitalizzare l’economia locale. Già ad agosto erano poi cominciati i sopralluoghi per verificare la costruzione della base. Attualmente ci sono circa 50.000 soldati americani in Giappone, quasi tutti concentrati nella zona di Okinawa. La loro presenza è una costante fonte di tensione con la popolazione locale a causa dei crimini continui commessi dai marines e che spesso e volentieri rimangano impuniti, così come le distruzioni causate dalle esercitazioni militari. Solo per fare un rapido esempio lo scorso ottobre una donna locale era stata violentata dai militari americani al punto che le autorità hanno dovuto imporre un coprifuoco ai militari. Gli Stati Uniti ritengono Okinawa un posto strategico a causa della sua vicinanza al resto dell’Asia.

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